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Un arresto per rapina impropria aggravata in concorso

 

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La Polizia di Stato di Parma, nella serata del 22 aprile 2025, ha effettuato specifici servizi di controllo del territorio in zona San Leonardo e nel centro cittadino, con l’ausilio degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine di Reggio Emilia e di un equipaggio della Polizia Locale di Parma.

Detti servizi, coordinati da un funzionario della Questura e finalizzati al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti e del crimine diffuso, nonché al contrasto dell’immigrazione clandestina, hanno consentito di identificare 57 persone e di controllare 34 veicoli e 2 locali commerciali, in diverse zone del centro storico, in zona stazione e in tutto il quartiere San Leonardo.

Nell’ambito di tali attività la Polizia ha arrestato un uomo per il reato di tentata rapina impropria in concorso avvenuta nei pressi di un negozio di telefonia di via Verdi.

In particolare, intorno alle ore 21.00, un equipaggio dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico interveniva, su segnalazione della centrale operativa, presso il suddetto negozio di telefonia nel centro città, a seguito di segnalazione da parte dei militari in servizio in quella zona per rapina impropria commessa da un giovane ancora sul posto.

Giunti prontamente presso il luogo della segnalazione, gli operatori appuravano che l’uomo si era presentato con altri 3 soggetti presso il suddetto negozio al fine di riparare lo schermo del suo telefono cellulare per poi darsi appuntamento col proprietario dopo circa mezz’ora a conclusione del lavoro.

Al momento della riconsegna l’uomo insieme ad altri 3 individui, oltre al telefono cellulare riparato, chiedeva ulteriore merce per un totale di circa 530 euro: al momento del saldo i 4 anziché pagare la merce si allontanavano dal negozio per darsi alla fuga in direzione viale Toschi.

Il figlio del proprietario, unitamente ad un amico, al fine di fermarli, inseguiva il ventenne e veniva dallo stesso minacciato con lo spray al peperoncino puntandogliela contro. Entrambi, dopo una breve lite, riuscivano a far calmare il soggetto fermato e contattavano la polizia.

Sulla persona, sottoposta a perquisizione personale, veniva rinvenuta una sim card compatibile con una di quelle asportate.


24/04/2025

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