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Tre arresti per un "finto maresciallo"


 Comando Provinciale di Avellino - Mercogliano (AV), 10/04/2026 12:41

I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Avellino hanno tratto in arresto in flagranza di reato due uomini e una donna, ritenuti responsabili di truffa ai danni di un anziano di Mercogliano. Si tratta di una coppia 50enne e di un 19enne, tutti di Napoli e noti alle Forze dell’Ordine. La vittima è stata contattata telefonicamente da un soggetto che, spacciandosi per un maresciallo dei Carabinieri, ha rappresentato una situazione di emergenza legata a un presunto incidente stradale causato dal nipote, prospettando la necessità di consegnare con urgenza denaro e monili in oro per evitargli conseguenze giudiziarie. L’anziano, ricordando i consigli più volte diffusi dall’Arma dei Carabinieri attraverso campagne informative e iniziative di sensibilizzazione, ha immediatamente contattato il “112”, condividendo con la Centrale Operativa dei Carabinieri di Avellino i dubbi sulla veridicità della richiesta. Grazie a un rapido e coordinato intervento, sul posto sono giunti militari in abiti civili, supportati da due Gazzelle della Sezione Radiomobile, che si sono appostati nei pressi dell’abitazione della vittima monitorando i movimenti dei soggetti sospetti presenti nell’area. Pochi minuti dopo, l’anziano è uscito di casa per incontrare il sedicente incaricato di ritirare un plico contenente denaro contante e oggetti preziosi per un valore complessivo di oltre 5mila euro, concordati per ottenere il rilascio del nipote che sarebbe stato trattenuto in caserma. Nel momento della consegna, uno dei malfattori è stato prontamente bloccato dai Carabinieri in borghese. Stessa sorte è capitata agli altri tre complici che lo attendevano a bordo di un’autovettura presa a noleggio e parcheggiata nelle vicinanze. Condotti tutti in Caserma, tre soggetti, d’intesa con la Procura della Repubblica di Avellino, sono stati dichiarati in stato di arresto per il reato di “truffa aggravata in concorso” e trattenuti nelle camere di sicurezza, in attesa di comparire dinanzi al giudice con rito direttissimo. Per il più giovane è invece scattata la denuncia in stato di libertà per il medesimo reato. Sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati a verificare eventuali responsabilità degli stessi in analoghi episodi commessi in provincia.

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