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Trapani: favorirono la latitanza di un condannato, sei indagati

 Indagate sei persone per aver favorito la latitanza di un condannato a 15 anni di carcere per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti.

Le indagini che hanno portato oggi ad eseguire le misure cautelari dell’obbligo di dimora, hanno permesso di identificare un gruppo di persone, tra cui alcune del tutto insospettabili, che, in vari modi e con ruoli diversificati, avevano dato alloggio, favorito la fuga all’estero e fornito assistenza, economica e non, al latitante considerato un broker professionista nell’organizzazione dei traffici di droga con la Colombia.

Il malvivente, legato alla famiglia mafiosa degli Agate di Mazara del Vallo (Trapani), aveva fatto perdere le sue tracce nel luglio 2018, quando era divenuta esecutiva la condanna a 15 anni di carcere inflitta dalla Corte di Appello di Reggio Calabria.

Il pregiudicato era riuscito a rifugiarsi nella città romena di Oradea, dove poi è stato catturato a ottobre 2018 nell’ambito di un’operazione internazionale coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia ed eseguita dalla Squadra mobile di Trapani, dal Servizio Centrale Operativo, dalla Polizia romena e dall’Interpol, grazie ad una fitta rete di fiancheggiatori.

Tra loro figuravano un’infermiera professionale bolognese, che aveva avuto in cura il condannato e una donna romena, residente in Emilia, che si era occupata di organizzare la permanenza del latitante nella città di Oradea, avvalendosi di una connazionale.

Il ruolo centrale era svolto dalla paramedica che, in diretto contatto con gli indagati di origine mazarese, manteneva rapporti diretti con il latitante, utilizzando schede telefoniche intestate a cittadini stranieri.

Gli investigatori hanno anche documentato il movimento di denaro che serviva al mantenimento del latitante, in più occasioni effettuato con borsoni e valigie trasportati dalla sua “governante” romena.

L’attività investigativa è stata svolta dagli uomini del Servizio centrale operativo e delle Squadre mobili di Trapani, Palermo e Bologna e hanno interessato le città di Mazara del Vallo (Trapani), Bologna e Imola (Bologna).


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