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Inseguimento di un'auto con targa clonata


 Comando Provinciale di Padova - Este (PD), 27/10/2025 16:29

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Este hanno arrestato in flagranza di reato tre soggetti di 18, 32 e 50 anni, domiciliati nel capoluogo partenopeo, già noti alle forze dell’ordine, ritenuti responsabili, in ipotesi accusatoria, dei reati di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali pluriaggravate, danneggiamento aggravato e possesso di distintivi contraffatti. Lungo le strade della bassa padovana è andato in scena un vero e proprio inseguimento senza freni, durato quasi un’ora, che ha visto coinvolte diverse pattuglie della Compagnia Carabinieri di Este, alla caccia di un’Alfa nera da tempo segnalata in tutto il Triveneto come potenziale mezzo a disposizione di predoni di case. Il primo contatto fra l’autovettura e l’Arma atestina, è occorso attorno a mezzogiorno, quando una pattuglia della Stazione Carabinieri di Carmignano S. Urbano l’ha incrociata nel territorio di competenza. I militari, con l’obiettivo di effettuare un semplice controllo dei 4 occupanti, hanno fatto inversione e attivato dispositivi luminosi e sonori, tentando di imporre l’alt. Da quel momento in poi la macchina sportiva, poi risultata anche potenziata, ha dato inizio a una folle corsa durata quasi un’ora, a velocità sconsiderate. Potendo contare su elevata potenza del motore, i soggetti in fuga, più volte, sono riusciti a distanziare i militari e, come ulteriore tattica diversiva, in un paio di occasioni hanno sostituito le targhe, nella speranza di far perdere le tracce e non essere individuati dai dispositivi automatici delle telecamere comunali. Nel frattempo, allertata la Centrale Operativa della Compagnia di Este, i militari hanno posto in essere un dispositivo di accerchiamento, schierando in campo tutto il personale disponibile che ha stretto il raggio d’azione obbligando l’Alfa a fuggire e nascondersi in strade secondarie dei comuni di Villa Estense, Vescovana, Boara e Carmignano. Dopo circa mezzora, una vettura civetta, dotata di lampeggianti, ha provato a chiudere una strada, nei pressi di Vescovana, imponendo l’alt con paletta. I fuggitivi però, non hanno desistito, l’hanno speronata e sono riusciti a proseguire la loro folle corsa. Dopo circa venti minuti sono stati visti imboccare l’argine sinistro dell’Adige, direzione Boara Pisani. Intuendo che il loro obiettivo potenziale potesse essere l’ingresso autostradale di Rovigo Sud, la Centrale Operativa ha distribuito i mezzi nelle due direzioni, per effettuare un “tappo”. All’altezza della località “Balduina” (S. Urbano), finalmente, una gazzella del N.O.R.M. di Este ha incrociato frontalmente il mezzo in fuga, nel frattempo parzialmente danneggiato a causa delle molteplici manovre pericolose attuate per garantirsi la fuga. Nonostante un tentativo di stringere la carreggiata, da parte dei militari, il mezzo non ha desistito andando a scontrarsi frontalmente con la gazzella, ad alta velocità. Le due macchine, distrutte e inservibili, hanno terminato la loro corsa a circa 150 metri l’una dall’altra. I quattro occupanti dell’Alfa sono scesi e si sono dati alla fuga a piedi. I militari a bordo della gazzella speronata, feriti lievemente, grazie all’immediato arrivo di tutte le altre macchine in circuito, si sono posti all’inseguimento a piedi e tre dei fuggitivi sono stati arrestati in rapida successione. Ancora non paghi, hanno opposto violenta resistenza, ingaggiando colluttazioni, ma sono stati immobilizzati e resi inoffensivi. Le perquisizioni veicolari e personali hanno consentito di rinvenire diverse targhe clonate, una paletta rifrangente, un lampeggiante magnetico e una sirena bitonale, nonché molteplici arnesi da scasso. Numerosi, poi, i monili in oro rinvenuti nella disponibilità degli occupanti dell’Alfa nera, occultati in tasca o nei vani del mezzo. Dai primi accertamenti incrociati con le denunce presentate nei giorni precedenti, alcuni gioielli potrebbero costituire il provento di furti in abitazione occorsi nel rodigino e nel mantovano. Le potenziali vittime verranno contattate nei prossimi giorni per l’eventuale riconoscimento e successiva restituzione. I presunti autori sono stati dichiarati in stato di arresto e, su disposizione della Procura della Repubblica di Rovigo, associati al carcere di Rovigo in attesa dell’udienza di convalida.

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