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Sgominata la "banda della marmotta"

 


Comando Provinciale di Campobasso - Larino (CB), 20/11/2025 15:14

Alle prime luci dell'alba, i Carabinieri del Comando Provinciale di Campobasso, coordinati dalla Procura di Larino, hanno dato esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Larino, che ha portato all'arresto di quattro pregiudicati e al deferimento di altri tre soggetti, costituenti un'associazione dedita e specializzata ad assalti a sportelli bancomat, con base logistica nel foggiano e operante in diverse regioni del Sud Italia.
L'indagine, condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Larino sotto l'attento coordinamento della procura frentana, ha avuto origine nell'aprile del 2024 a seguito di un assalto ad uno sportello bancomat a San Martino in Pensilis (CB), dal quale gli investigatori sono partiti per ricostruire le dinamiche e le modalità con cui operava l'associazione.
Dalla complessa attività è stato possibile risalire alla struttura del sodalizio criminale, ben delineata e con figure dotate di competenze in materia di esplosivi, a cui era attribuito il compito di produrre le marmotte utilizzate durante i colpi. Il modus operandi era chiaro: i soggetti, partendo dalla originaria Puglia (area sud della provincia di Foggia) effettuavano i colpi nelle località e presso gli istituti di credito individuati, utilizzando sempre autovetture di grossa cilindrata di provenienza furtiva. Le autovetture, che venivano bonificate dall'associazione, una volta compromesse venivano cambiate.
Nella fase operativa, per garantirsi una maggiore finestra temporale nell'inserimento della marmotta, erano soliti effettuare un piccolo prelievo senza ritirare il contante, generando il time-out dello sportello.
Proprio grazie alle carte utilizzate per effettuare il prelievo è stato possibile individuare la zona di provenienza della banda e da successivi accertamenti è stata localizzata una delle autovetture utilizzate per gli assalti.
Dall'aprile all'agosto 2024, gli indagati hanno perpetrato dieci assalti in ben quattro regioni diverse (Molise, Puglia, Campania e Basilicata), riuscendo nell'intento criminoso in cinque di essi per un bottino di circa duecentomila euro, non senza conseguenze visto che, a causa delle esplosioni, tre dei sodali hanno riportato lesioni di rilevante entità.
Tutti gli appartenenti al sodalizio criminale risultano gravati da precedenti di polizia (anche specifici). Alcuni di essi sono legati anche da vincoli di parentela tra loro.
I reati contestati sono l'associazione per delinquere aggravata dall'uso di materiale esplosivo finalizzata alla commissione di furti pluriaggravati in danno di istituti di credito, mediante l'uso di attrezzo artigianale contenente polvere pirica, comunemente denominato "marmotta".

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