Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Messina
Direzione Distrettuale Antimafia
Comunicato Stampa
Nella mattinata odierna, in Messina e provincia, la Direzione Investigativa Antimafia,
coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia peloritana, ha eseguito un,ordinanza
cautelare, emessa dal GIP del locale Tribunale nei confronti di 3 persone, di cui due
fratelli, agli arresti domiciliari e un imprenditore edile raggiunto dalla misura
interdittiva della sospensione dall'esercizio dell'attività imprenditoriale per un anno,
per il reato di trasferimento fraudolento di valori aggravato dalla finalità mafiosi. In
tale amblto è stata sequestrata altresì un'impresa edile della provincia di Messina e
una vettu ra intestata a prossimo congiunto di uno degli indagati.
Nel contempo, sono state avviate le operazioni, condotte dalla D.I.A. con il supporto
dalla Stazione Navale GdF di Messina, volte a dare esecuzione al sequestro preventivo
di 3 aree utilizzate per lo sversamento illecito di materiali di risulta derivanti da
attività edilizie, realizzato nel tempo dai predetti germani, a cui sono stati contestati
anche i reati ambientali di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e di
gestione di rifiuti non autorizzata: per tali reati è in corso di esecuzione la notifica,
complessivamente, di 21 awisi di garanzia emessi dalla DDA peloritana.
I provvedimenti cautelari, emessi su richiesta della DDA di Messina, riflettono un
grave compendio indiziario, raccolto nel corso di una complessa attività investigativa
della DIA di Messina, che ha disvelato la natura fittizia dell'intestazione, all'
imprenditore edile (raggiunto dalla misura interdittlva) sia di due autocarri, in realtà
acquistati dai medesimi fratelli -oggi tratti in arresto- da loro impiegati per
movimento terra, trasporto e smaltimento rifiuti; sia dell'impresa, utilizzata come
schermo per celare lo svolgimento di una "propria" attività d'impresa condotta nel
predetto ambito operativo, In particolare, è stato documentato il coinvolgimento dei
predetti fratelli in 4 appalti pubblici, riguardanti i lavori di ristrutturazlone e messa in
sicurezza di tre edifici pubblici. di cui due scuole e uno attinente ai lavori per la
riduzione del rischio alluvioni su alcuni torrenti di Messina,
Ed è proprio sulla base delle risultanze investigative riguardanti taluni dei predetti
appalti pubblici che il GIP ha ritenuto suffragata l'aggravante mafiosa.
Dall'attività di indagine è emerso, peraltro, che ifratelli, dietro il medesimo paravento
imprend itoriale, hanno anche eseguito svariati servizi di gestione dei materiali di
risulta provenienti da edilizia privata.
Parallelamente, sono emersi gravi reati ambientali posti in essere dai citati germani,
nei confronti dei quali e di altri 19 indagati sono stati contestati, a vario titolo, il
delitto di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, nonché il reato di attività
di gestione di rifiuti non autorizzata.
Grazie anche a servizi di osservazione condotti con l'impiego di droni in dotazione alla
Direzione Investigativa Antimafia e con il supporto dei mezzi navali della Stazione
navale della Guardia di Finanza di Messina, è stato documentato come i citati germani
hanno illecitamente gestito una rilevante quantità di rifiuti speciali, costituiti da
materiali di demolizione edili, provvedendo a tutte le fasi della filiera: dal ritiro fino
al trasporto e allo smaltimento.
Con riferimento a quest'ultima attività, è emerso come ifratelli abbiano individuato
alcune aree del territorio cittadino, ove sversare ingenti masse di rifiuti speciali,
quantificati complessivamente in oltre 200 mc, realizzando discariche abusive.
Il luogo maggiormente utilizzato dai predetti germaniT per smaltire illecitamente i
rifiuti edili derivanti dai lavori di demolizione eseguiti nei vari cantieri della città, è
risultata la foce di un torrente cittadino, creando serio e concreto rischio sul piano
idrogeologico, essendo stati effettuati numerosi sversamenti anche poco prima o poco
dopo gravi esondazioni, quali quelle dei primi mesi del 2025, allorquando gli la DIA
ha filmato uno dei due germani nell'atto di sversare, sull'argine del torrente a pochi
metri dallo sbocco in mare, irifiuti trasportati su mezzo pesante.
Altro luogo utilizzato dai predetti per l'illecito smaltimento è stato individuato in un
terreno, contiguo al suddetto torrente, di proprietà di società, le cui quote di
maggioranza sono state confiscate a uno dei medesimi fratelli. Le indagini hanno
ricostruito oltre 50 trasporti e sversamenti di rifiuti nelle zone limitrofe al corso
d'acqua.
Ad essere sversati sono risultati anche rifiuti provenienti da lavori cimiteriali. In
questo caso il sito prescelto è risultato un terreno privato divenuto, a tutti gli effetti,
una discarica abusiva, presso la quale sono stati trasportati e sversati rifiuti
provenienti, tra gli altri, dal cimitero monumentale di Messina e da quello di Granatari
Anche le 3 aree utilizzate per lo sversamento illecito sono state sottoposte a
sequestro.
Quanto sopra, ai fini dell'esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente
garantito e nel rispexo dei diritti degli indagati, che -in considerazione dellbttuale
fase delle indagini preliminari- sono da presumersi non colpevoli fino alla sentenza
irrevocabile, che ne accerti le responsabilità e con la precisazione che nelle eventuali
successive fasi di giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese
davanti al giudice terzo ed imparziale, potrà essere provata l'assenza di ogni forma
di responsabilità in capo ai medesimi indagati e disposta anche la restituzione dei
beni oggi in sequestro.
Si dispone altresì la pubblicazione sul sito Web della Procura del presente comunicato.
Messina, il 14 maggio 2025.
Il Procuratore
