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Organizzazione dedita alle truffe agli anziani per un bottino di quasi mezzo milione di euro. 10 arresti

 


Nucleo Operativo e Radiomobile Compagnia CC Tivoli - Guidonia Montecelio (RM), 13/05/2026 11:35

Si comunica, nel rispetto dei diritti degli indagati (da ritenersi presunti innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile) e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito, che nella prima mattinata odierna, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Tivoli (RM), coadiuvati nella fase operativa dal personale del Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza che dispone misure cautelari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Tivoli, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di dieci soggetti di nazionalità italiana, gravemente indiziati del reato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e all’estorsione nella forma aggravata. 
La complessa attività investigativa, coordinata dalla Procura di Tivoli, trae origine dall’arresto di una 27enne ed un 59enne per il reato di truffa, commesso a Guidonia Montecelio (RM) nel giugno 2022. In tale circostanza, i Carabinieri di Tivoli sequestrarono e analizzarono alcuni telefoni cellulari e le relative SIM card.
I successivi approfondimenti investigativi, condotti dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Tivoli, hanno consentito di raccogliere gravi elementi indiziari circa l’esistenza di un’organizzazione criminale dedita alle truffe agli anziani, con base a Napoli e operativa su tutto il territorio nazionale. I vertici del sodalizio, promotori e organizzatori dell’attività illecita, si avvalevano di diversi soggetti impiegati come manovalanza. Dopo aver individuato meticolosamente le vittime da colpire, gestivano da remoto le telefonate agli anziani, fornendo agli altri membri dell’organizzazione autovetture e telefoni cellulari. A questi ultimi spettava il compito di recarsi presso le abitazioni delle vittime per ritirare denaro e oggetti preziosi.
In particolare, è stato possibile accertare, da un lato, il rigido controllo esercitato dai capi sui restanti affiliati, i quali erano tenuti a realizzare video attestanti la buona riuscita della truffa e l’entità del bottino; dall’altro, l’estrema spregiudicatezza dei gestori della cosiddetta “centrale telefonica”, che in più occasioni, facendo leva sullo stato di paura e vulnerabilità delle vittime, arrivavano a minacciarle prospettando gravi conseguenze giudiziarie per loro o per i propri familiari.
Gli indagati adottavano sempre il medesimo modus operandi: una volta individuate le vittime, tutte persone particolarmente vulnerabili, e accertata l’assenza in casa di parenti o conoscenti, contattavano telefonicamente gli anziani fingendosi appartenenti all’Arma dei Carabinieri oppure dipendenti dell’ufficio postale. Riferivano quindi che un familiare stretto — generalmente un figlio o un nipote — fosse coinvolto in gravi vicende giudiziarie, come un arresto conseguente a un presunto incidente stradale. Per risolvere la situazione veniva richiesto il pagamento immediato di una “cauzione”, in denaro o beni di valore, da consegnare a un incaricato che si sarebbe presentato presso l’abitazione poco dopo.
Nel corso delle indagini, i Carabinieri sono inoltre riusciti a individuare la sede operativa dell’organizzazione, situata nel centro storico di Napoli e utilizzata come vera e propria centrale telefonica dalla quale venivano effettuate le chiamate alle vittime e coordinata l’attività degli esecutori materiali delle truffe sul territorio nazionale.
La perquisizione del covo dei malviventi, sorpresi nella circostanza in piena attività, ha consentito di identificare i vertici dell’organizzazione, interrompere decine di tentativi di truffa in corso e sequestrare numerosi telefoni cellulari, elenchi telefonici e appunti riconducibili alla rete criminale, alcuni dei quali parzialmente bruciati nel vano tentativo di distruggere le prove del reato.
Nel complesso sono state censite e contestate agli indagati 116 truffe consumate (nel periodo compreso tra febbraio 2022 e marzo 2023) in molteplici regioni del Paese, per un valore di oltre 500.000 euro.

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