I poliziotti della Squadra mobile di Foggia hanno arrestato un uomo di 43 anni per omicidio, aggravato dalla premeditazione, detenzione e porto illegale di arma comune da sparo in luogo pubblico e accensioni ed esplosioni pericolose.
19/06/2026
Il blog notes di studio e formazione dell'antimafia geopolitica. Vincitore del premio Domenico Calabrò 2014. Attento ai reati spia.
I poliziotti della Squadra mobile di Foggia hanno arrestato un uomo di 43 anni per omicidio, aggravato dalla premeditazione, detenzione e porto illegale di arma comune da sparo in luogo pubblico e accensioni ed esplosioni pericolose.
La sera del 2 agosto 2024 un uomo di 45 anni che camminava a piedi fu raggiunto alle spalle da alcuni colpi di fucile sparati da un uomo vestito di nero che, dopo l’attacco, è fuggito a bordo di una bici elettrica di colore scuro. La vittima veniva trasportata subito in ospedale ma, tuttavia, decedeva dopo due giorni.
Gli investigatori della Questura con la collaborazione di quelli del Servizio centrale operativo di Roma attraverso la visione delle immagini di video sorveglianza e le testimonianze di alcune persone che avevano assistito all’agguato, hanno scoperto che il killer durante l’azione aveva perso il cappellino con visiera che indossava. Sul berretto sottoposto ad analisi tecniche sono state trovate tracce genetiche e residui di sparo.
Mediante le indagini gli agenti della Mobile hanno ricostruito i legami tra la vittima e l’indagato fino a ottenere un riscontro dalla comparazione tra un campione di Dna dell’arrestato, prelevatogli coattivamente su disposizione dell’Autorità giudiziaria dopo il rifiuto di fornirlo, e, quello rinvenuto sul cappello da baseball.
Tramite le investigazioni i poliziotti hanno delineato un omicidio pianificato con estrema cura in ogni fase del delitto con accorgimenti per eludere le indagini tra cui il ricorso ad una bici con pedalata assistita per meglio aggirare il traffico cittadino e per poter percorrere a velocità sostenuta anche strade pedonali, oltre alla successiva distruzione della stessa, a pochi metri dalla sua abitazione.
Nel corso delle indagini sono stati ascoltati più di 60 testimoni, esaminate oltre 200 telecamere cittadine, installati ulteriori impianti di video sorveglianza, comparati decine di campioni di Dna, effettuate numerose intercettazioni e perquisizioni personali, domiciliari e informatiche.