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INTERROGAZIONE GIARRUSSO SU CATANIA

ePub Versione per la stampa Mostra rif. normativi Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03461 Atto n. 3-03461 (con carattere d'urgenza) Pubblicato il 2 febbraio 2017, nella seduta n. 754 GIARRUSSO , PUGLIA , CAPPELLETTI , BERTOROTTA , SANTANGELO , LEZZI , MORONESE , CASTALDI - Al Ministro dell'interno. - Premesso che secondo quanto risulta agli interroganti: secondo quanto pubblicato dal quotidiano on line "Live Sicilia" in data 24 gennaio 2017, in riferimento ai recenti fatti accaduti a Catania, l'ex assessore per il bilancio del Comune di Catania, l'avvocato Giuseppe Girlando, avrebbe abusato durante il mandato della sua qualità di pubblico ufficiale nell'ambito della definizione della transazione di circa 4 milioni di euro tra l'amministrazione comunale e l'associazione temporanea di imprese (ATI), costituita da ENEL Sole Srl (ente capofila), SIRAM SpA, SIMEI SpA e COGEI Srl; inoltre, si apprende che l'ex assessore della Giunta comunale guidata dal sindaco Enzo Bianco avrebbe posticipato volontariamente il pagamento della prima rata della transazione (da 60 giorni dalla firma della transazione a dopo l'approvazione del bilancio 2016-2018) affinché un consigliere di opposizione non ostacolasse l'iter di approvazione della delibera sulla società Sostare, azienda che gestisce la sosta dei parcheggi a pagamento nella città di Catania, come si legge su un articolo del 23 gennaio 2017 pubblicato su "la Repubblica", edizione di Palermo; in particolare, secondo il capo di imputazione, l'ex assessore Girlando avrebbe "abusando della sua qualità nell'ambito della definizione della transazione dell'importo di euro 3.989.633,39 tra l'Ente Pubblico e l'ATI, compiva atti idonei e diretti in modo non equivoco a costringere Chirieleison Salvatore Gianluca, direttore generale della SIMEI SpA, a promettere la propria indebita intercessione nei confronti del Consigliere Comunale di minoranza Manlio Messina affinché lo stesso non ostacolasse l'approvazione da parte del Consiglio comunale della delibera di Giunta cd "Sostare" proposta da Girlando; evento non verificatosi per cause esterne alla sua volontà ed in particolare per la resistenza della persona offesa", come si legge "tribupress" dello stesso giorno; dallo stesso articolo si apprende che, in data 6 ottobre 2016, l'avvocato Girlando avrebbe rassegnato le dimissioni per motivi personali; in realtà la richiesta di rinvio a giudizio, della quale si apprende solo in questi giorni, sarebbe stata avanzata dal pubblico ministero Fabio Regolo nel mese di ottobre 2016, negli stessi giorni in cui sarebbe stato approvato il piano di riequilibrio; ancora sullo stesso articolo, si legge che nell'arco di 6 mesi le numerose e pesantissime intercettazioni avrebbero permesso ai Carabinieri di ricostruire la vicenda: "gli investigatori hanno scoperto, in tal modo, l'interferenza politica sull'azienda SIMEI il cui fallimento avrebbe causato il licenziamento di decine di lavoratori"; su "Live Sicilia" del 25 gennaio si legge "gli investigatori parlano anche di spregiudicatezza nelle minacce che l'ex esponente della giunta Bianco avrebbe rivolto a Messina"; a parere degli interroganti, qualora fossero accertati i contenuti dell'intercettazione integrale del colloquio tra Girlando e l'imprenditore Gianluca Chirieleison relativamente alla presunta "minaccia", depositata agli atti della magistratura, pubblicata dal quotidiano on line "Live Sicilia" in data 24 gennaio, emergerebbe un quadro gravissimo, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia conoscenza dei fatti esposti e se intenda intervenire con urgenza al riguardo; se non ritenga opportuno attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento, affinché sia fatta al più presto luce sui fatti gravissimi che hanno avuto luogo presso il Comune di Catania; se non intenda disporre l'invio di commissari ministeriali al fine di verificare e valutare l'operato della Prefettura di Catania che ad oggi non ha svolto alcun controllo sulle attività dell'amministrazione comunale di Catania né ha rivolto alcuna richiesta di accesso agli atti; quali iniziative intenda intraprendere al fine di osteggiare il perpetuarsi di situazioni come quelle descritte.

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