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SANT’AGATA DI MILITELLO, POLIZIA DI STATO E CARABINEIRI ESEGUONO ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE NEI CONFRONTI DI 3 SOGGETTI

 

21 febbraio 2025 - Polizia di Stato

ARRESTI DOMICILIARI CON BRACCIALETTO ELETTRONICO NEI CONFRONTI DI UN 20ENNE E OBBLIGO DI DIMORA NEI CONFRONTI DI UN 36ENNE E UNA 21ENNE, TUTTI RESIDENTI IN SANT’AGATA DI MILITELLO

Operatori della Polizia di Stato e dei Carabinieri di S. Agata di Militello, nell’ambito di indagini specificatamente dirette al controllo del territorio e coordinate dalla Procura della Repubblica di Patti, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Patti, dott. Eugenio Aliquò, su richiesta della medesima Procura, nei confronti di tre giovani individui, residenti in Sant’Agata di Militello.

Nello specifico, a seguito di indagini condotte da personale del Commissariato di P.S. di S. Agata di Militello e della Compagnia Carabinieri di S. Agata di Militello, è risultato destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, con obbligo di braccialetto elettronico, un soggetto ventenne, gravemente indiziato, secondo le valutazioni del Gip, di una serie di reati contro il patrimonio e l’ordine pubblico, tutti commessi nell’arco di non più di due mesi (costui, nelle more dell’applicazione del braccialetto elettronico e delle relative verifiche, è stato sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere).

Il giovane è stato ritenuto gravemente indiziato, in primo luogo, del delitto di furto aggravato di un ciclomotore regolarmente parcheggiato sulla pubblica via, commesso nelle prime ore notturne del 30.11.2024 in S. Agata di Militello, unitamente ad altri due soggetti, in via di identificazione. Le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza hanno consentito la sua individuazione.

Il soggetto è risultato, parimenti, gravemente indiziato del delitto di resistenza aggravata commesso nei confronti del personale del Commissariato P.S. di S. Agata di Militello in data 24.12.2024, in occasione dell’arresto in flagranza appena eseguito del fratello (quest’ultimo era stato colto in possesso, unitamente ad un’altra persona, di sostanza stupefacente di tipo cocaina ed hashish).

In particolare, l’indagato, una volta venuto a conoscenza dell’arresto del fratello, si è recato, unitamente ad altri soggetti, presso la sede del Commissariato P.S. di S. Agata di Militello e non ha esitato a colpire più volte il portone di ingresso, ha cercato ripetutamente di sfondarlo, ha sferrato una serie di pugni alle finestre della sala operativa di quell’ufficio ed ha proferito all’indirizzo degli operatori di P.G., ritenuti responsabili dell’arresto del fratello, pesanti minacce di morte, quali: “Dovete morire tutti, bastardi, pezzi di merda, sbirri di merda!”; “Aprite questa porta, aprite o la sfondo a calci, se non aprite torno con la macchina e la sfondo!”; “vi scasso tutti, vi ammazzo tutti, vi scanno tutti!”; “vi mangio il cuore!”.

Il medesimo soggetto è risultato gravemente indiziato del delitto di danneggiamento seguito da incendio aggravato commesso circa un mese dopo, in Sant’Agata di Militello, nelle ore notturne del 22.1.2025, ai danni di un’associazione ricreativa. All’indagato, pochi giorni prima, non era stato consentito l’ingresso da parte dei titolari e dunque costui, al fine di vendicare l’ “affronto” subito, ha deciso di cospargere con del liquido infiammabile la porta di ingresso del locale, posto al piano terra di un edificio destinato anche a civile abitazione; in tal modo, ha cagionato l’incendio della porta di ingresso di quell’esercizio; le fiamme hanno anche lambito i cavi elettrici dell’illuminazione pubblica comunale.

Anche in questo caso le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza hanno consentito l’identificazione dell’indagato quale autore del gesto (si precisa che il soggetto, per tale reato, non è stato raggiunto da misura cautelare, dal momento che per il delitto ex art. 424 c.p. i relativi limiti edittali di pena non consento l’emissione di misure cautelari di alcun tipo).

Il soggetto, infine, è risultato gravemente indiziato del delitto di estorsione continuata e aggravata, in concorso con gli altri due soggetti coinvolti nel presente procedimento (un individuo trentaseienne ed una ragazza ventunenne); tale reato è stato commesso appena due giorni dopo l’incendio di cui sopra, in Rocca di Capri Leone, nelle ore notturne tra il 23 ed il 24.1.2025, ai danni del titolare di un bar - sala giochi di quel centro.

Secondo la prospettazione accusatoria, i tre soggetti, nell’occasione, si sono resi autori di una feroce, quanto ingiustificata, spedizione punitiva ai danni dell’esercizio commerciale e del suo titolare. Costoro, dopo essere entrati nel locale, aver minacciato il titolare del bar (“A me mi possono arrestare…pure se mi faccio 10 anni, me ne sbatto la minchia… se io devo passare di là e ti devo ammazzare e me ne faccio altri 50, non me ne fotte una minchia!”) ed alcuni clienti (“vedi che ti prendo a schiaffi davanti ai Carabinieri! … dici la verità, perché ti do un colpo di bottiglia!”), dopo aver picchiato questi ultimi con schiaffi, pugni e calci, nonché scagliando al loro indirizzo delle sedie, una cassa bluetooth, stecche e palle da biliardo presenti all’interno dell’esercizio, hanno preteso la somministrazione gratuita di bevande alcoliche.

Come sottolineato dal Gip, i soggetti presenti nel locale hanno assistito increduli alle aggressioni gratuite e non si sono capacitati dei motivi per i quali la sala giochi sia stata distrutta, né delle ragioni per le quali essi siano stati picchiati così brutalmente.

Le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza interne del locale, nonché le dichiarazioni delle persone offese, hanno consentito l’identificazione degli indagati quali autori del grave gesto.

Il Gip ha sottolineato come la personalità di costoro, la loro pervicacia, l’elevata pericolosità della loro condotta, la loro ostinazione, renda grave ed attuale il pericolo di commissione di ulteriori reati della stessa specie.

Si precisa, in ogni caso, che il procedimento pende tuttora in fase di indagini preliminari e che, in ossequio del principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva di condanna, sarà svolto ogni ulteriore accertamento che dovesse rendersi necessario, anche nell’interesse degli indagati.


27/03/2025

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