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RAPPORTO DNA 2016 - LA COSTITUZIONE FORMALE DI COSA NOSTRA

Va  ribadito  ancora  una  volta  anche  in  questa  sede  come  “Cosa  Nostra”  appaia dotata  di  una  sorta  di  “costituzione  formale”  e  di  una  sua  “costituzione materiale”.  In  alcuni  momenti  storici  ha  contato  di  più  la  sua  costituzione materiale,  nel  senso  che  il  governo  dell’organizzazione  è  stato  retto  secondo le  scelte  dei  capi  ed  a  prescindere  dal  rispetto  delle  regole.  Nel  momento  in cui  l’azione  investigativa  dello  Stato  ha  portato  alla  cattura  di  tali  capi,  se  la cosiddetta  costituzione  materiale  dell’organizzazione  è  entrata  in  crisi,  la costituzione  formale  di  Cosa  Nostra,  ha  ripreso  importanza  e  tutt’ora  consente alla  struttura  di  sopravvivere  anche  in  assenza  di  importanti  capi  riconosciuti in  stato  di  libertà. Il  ricorso  alle  vecchie  e  mai  abrogate  regole  di  vita  dell’organizzazione consente,  dunque,  alla  stessa  di  sopravvivere  in  momenti  di  crisi  come l’attuale.  Le  fonti  della  memoria,  gli  anziani,  custodiscono  le  regole  e  le regole,  che  servono  a  far  funzionare  l’organizzazione,  vengono  costantemente portate a  conoscenze  dei  soggetti  più  giovani.   Sulla  scorta  di  questo  meccanismo  si  può  valutare  la  capacità  di  “Cosa Nostra”  di  ristrutturarsi  e  di  riorganizzarsi,  mantenendo  intatte  la  sua  vitalità  e la sua estrema pericolosità ed  in  tal  senso  non  ci  si  può  illudere sul  fatto  che  lo Stato,  approfittando  della  sua  momentanea  debolezza,  possa  più  agevolmente e  definitivamente  sconfiggerla.  Deve  invece  continuare  a  giungere  agli  organi deputati  al  contrasto  di  “Cosa  Nostra”  un  flusso  costante  di  nuovi,  più  affinati e  sempre  più  efficaci  strumenti  normativi  e  di  risorse  anche  economiche  per tenere  testa  all’organizzazione  criminale;  la  quale,  com’è  noto,  ha  una spiccata  abilità  nel  mettere  in  campo  sofisticate  tecniche  di  resistenza  per fronteggiare l’azione  repressiva  dell’autorità giudiziaria.  

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