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RELAZIONE DNA 2016 - CRIMINALITÀ SARDA

Come  dimostra  l’assenza  di  iscrizioni  per  il  delitto  di  cui  all’art.  416  bis  c.p., nemmeno  nel  periodo  in  esame  si  sono  evidenziate  manifestazioni  criminose direttamente  riconducibili,  per  matrice  o  per  metodologia,  alla  criminalità organizzata  di  tipo  mafioso.  Sono  però  emersi  collegamenti  di  appartenenti  a sodalizi  di  camorra  e  di  ‘ndrangheta  con  gruppi  criminali  sardi,  finalizzati all’approvvigionamento  di  sostanze  stupefacenti,  ed  anche  ad  investimenti  in alcuni  lucrosi  settori  economici  come quello  turistico. Il  territorio  sardo  continua  dunque  a  essere  caratterizzato,  prevalentemente,  da manifestazioni  delinquenziali  di  matrice  autoctona  -  spesso  a  carattere organizzato  –estranee,  nel  metodo  usato  e  nelle  finalità  criminali  perseguite, ad  un  controllo  egemonico  e  pervasivo  del  territorio  tipico  dei  sodalizi mafiosi  tradizionali. Tali  sodalizi  autoctoni  hanno  da  tempo  abbandonato  il  settore  dei  sequestri  di persona  a  scopo  di  estorsione,  caratterizzato  da  una  gestione  estremamente complessa e  da rischi  giudiziari  elevatissimi,  ed hanno  dirottato  i loro  interessi verso  manifestazioni  criminali  ugualmente  redditizie  ma  meno  complesse, quali  il  commercio  di  stupefacenti  e  le  rapine,  tra  cui  in  particolare  gli  assalti a furgoni  portavalori. Tale  ultimo  fenomeno  criminale  è  particolarmente  allarmante  :  gli  assalti  si succedono  con  frequenza  e  con  metodologie  cruente  che  denotano  una preparazione paramilitare.

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COMUNICATO STAMPA

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Salvatore Calleri Presidente Fondazione Caponnetto

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2018/01/26/foto/firenze_su_un_muro_del_centro_storico_spunta_il_murales_per_riina_santo_subito_-187335539/1/