Passa ai contenuti principali

CC SEQUESTRANO UN ARSENALE A CUTRO

LEGIONE CARABINIERI “CALABRIA” Comando Provinciale di Crotone COMUNICATO STAMPA (e-mail: provkrsalastampa@carabinieri.it) CROTONE (KR): PERQUISIZIONI E CONTROLLI, SCOPERTI TREDICI TRA FUCILI, PISTOLE E CARABINE, OLTRE A CENTINAIA DI PROIETTILI. DUE ARRESTI ______________________ Sei fucili, due carabine e cinque pistole. Più altri “accessori”, come ottiche per mirini, oppure silenziatori. E munizioni per pistola. Tante, di vario calibro, variamente nascoste ma comunque impressionanti nella loro vista d’insieme. È stato un piccolo arsenale quello che i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato, nelle campagne di Cutro, al termine di una operazione di controlli sul territorio orchestrata dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Crotone. Operazione periodica, che i militari attuano “a campione” nelle varie zone della provincia con attività serrate fatte anche di perquisizioni a tappeto, e a cui stavolta hanno concorso unità delle Compagnie di Crotone, Cirò Marina e Petilia Policastro, oltre a quelle dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria e del Nucleo Cinofili. Dalle prime ore del mattino e sino a pomeriggio inoltrato, oltre 60 uomini hanno perlustrato ampie zone del Crotonese, stavolta con particolare riferimento al territorio di Cutro e relativo agro. Abitazioni, stabilimenti, officine e aziende sono state passate al setaccio. E in una di queste, il ritrovamento che ha destato particolarmente scalpore. I Carabinieri si sono presentati presso una piccola azienda agricola e di allevamento appunto sita nelle campagne cutresi e hanno cominciato le loro operazioni di ricerca. Subito, la prima sorpresa: in un capanno che ospitava attrezzature, nascosto nel serbatoio di un atomizzatore, è stato trovato un pacco di plastica; all’interno, oltre 225 proiettili per pistola, di calibri 9 e 9x21, tra cui poco meno di 50 classificati da armamento militare (e dunque di detenzione vietata). Alle immediate richieste di spiegazioni su quel possesso illegittimo, l’uomo presente alla perquisizione (un cinquantenne che coopera alla conduzione di quella azienda) non ha saputo dare spiegazioni convincenti. E né è stato in grado di darne un trentenne, parente del primo e titolare della medesima azienda, che è intervenuto subito dopo sulla scena. Quel ritrovamento, già di per sé grave, ha indotto gli investigatori a approfondire il controllo, setacciando palmo a palmo le strutture aziendali. Ed è così che si è arrivati a notare la presenza di un piccolo escavatore, in evidente stato di abbandono, “parcheggiato” nei pressi di una casupola. I Carabinieri hanno notato che una paratia posteriore, in corrispondenza della scatola del cambio, mostrava però segni di manomissione recente, e si sono ulteriormente insospettiti. Rimossa una piastra piazzata a mo’ di coperchio, ecco la scoperta: involucri di cellophane nero sigillati con molte volute di nastro adesivo, a proteggere oggetti lunghi o compatti. La forma non ha lasciato subito adito a dubbi: si trattava di armi lunghe e corte, fucili e pistole, che riempivano un vano evidentemente svuotato delle componenti meccaniche per diventare un nascondiglio insospettabile. Il conto è stato presto fatto: due carabine calibro 22, sei fucili cal. 12, cinque pistole semiautomatiche o revolver. Oltre a un silenziatore artigianale e a un’ottica di precisione. Molte di queste armi avevano matricola abrasa o comunque resa illeggibile; una è risultata anche rubata, e sono in corso accertamenti per ricostruirne l’origine. Tutte, comunque, erano perfettamente funzionanti. E corredate, peraltro, da una gran quantità di proiettili da pistola, contenuti in boccacci di vetro: alla fine dell’inventario, se ne conteranno ben 667! A casa di uno dei due (che peraltro erano titolari di porto d’arma da caccia), inoltre, durante una successiva perquisizione è spuntato altro materiale sempre detenuto illegalmente: 15 cartucce da pistola (tra cui anche cal. 9 parabellum, dunque, anch’esse munizionamento militare) e cinque da fucile cal. 12. I due interessati sono stati tratti in arresto per detenzione illegale di armi da sparo, oltre che di munizionamento da guerra e di armi clandestine, e tradotti in carcere. Crotone, 14.06.2017

Post popolari in questo blog

Droga e allacci abusivi alla rete elettrica: arresti e denunce della Polizia di Stato alla Vucciria a Palermo

  Droga e allacci abusivi alla rete elettrica: arresti e denunce della Polizia di Stato alla Vucciria Nei giorni scorsi, nell’ambito dei costanti servizi di repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti nel quartiere Vucciria,  la Polizia di Stato , segnatamente  personale della Sezione Criminalità Diffusa della locale Squadra Mobile  ha denunciato in stato di libertà L.B.G. classe 2000, sequestrando a suo carico circa 6 grammi di cocaina. Nell’ambito dell’attività di controllo, avvenuta in una strada che il giovane percorreva a bordo di uno scooter senza la patente di guida – circostanza per la quale è stato anche denunciato all’Autorita Giudiziaria, si sono registrati dei momenti di tensione con alcuni abitanti del rione, innescati dalla reazione del padre del ragazzo, L.B.M. classe 80, che aggrediva fisicamente gli operatori. In conseguenza di tale condotta, l’uomo è stato tratto in arresto per resistenza a pubblico ufficiale e per furto aggravato di energia ...

ANCORA CONTROLLI DELLA TASK FORCE COORDINATA DALLA POLIZIA DI STATO NELLE STALLE E NEGLI ALLEVAMENTI: DENUNCIATO UN UOMO PER MALGOVERNO DI ANIMALI E SEQUESTRATO UN CAVALLO. SOTTOPOSTO A SEQUESTRO SANITARIO ANCHE UN INTERO ALLEVAMENTO DI ANIMALI A VACCARIZO A CATANIA

  La Polizia di Stato ha denunciato per malgoverno di animali un catanese di 50 anni e ha sequestrato un cavallo maltrattato, affidandolo in giudiziale custodia. Nell’ambito dei controlli che vengono effettuati ogni settimana per la prevenzione e la repressione del fenomeno delle corse e della macellazione clandestina, i poliziotti della Squadra a Cavallo della Questura di Catania, unitamente ai medici del Dipartimento di Prevenzione – Servizio Veterinari – dell’Asp di Catania, hanno proceduto al controllo di una stalla in via Castromarino, in pieno centro storico. I poliziotti hanno rintracciato il proprietario del fatiscente box abusivo, che era stato adibito a stalla, priva di acqua e luce, al cui interno vi era un cavallo in evidenti condizioni di maltrattamento. L’equide era molto sporco e maleodorante, in condizioni igienico sanitarie estremamente precarie, senza cibo e acqua sufficienti, ed il box non aveva alcuna apertura per l’areazione degli ambienti. Unitamente ai polizi...

SINTESI RAPPORTO MAFIA IN TOSCANA DELLA FONDAZIONE CAPONNETTO

SINTESI Presentazione: Piero Grasso, Presidente del Senato "...Oggi, come Presidente del Senato, sono chiamato a un ruolo di garanzia che mi impedisce di entrare nel vivo del procedimento di formazione della legge e persino di votare le leggi. Ma non per questo ho rinunciato alla lotta per la legalità e la giustizia. È questo un obiettivo al quale tutti dobbiamo contribuire, con un rinnovato impulso etico e una ancora maggiore conoscenza tecnica del fenomeno. Sono certo che questo Rapporto, straordinariamente innovativo nella sua capacità di analizzare le infiltrazioni mafiose, sarebbe piaciuto ad Antonino Caponnetto, eroe simbolo di questa lotta... Il suo coraggio, la sua forza, la sua capacità di creare armonia e affiatamento nel lavoro sono ora la linfa vitale dellaFondazione che porta il suo nome, impegnata in prima linea contro la criminalità organizzata, in particolare attraverso la costante opera di formazione e sensibilizzazione rivolta ai giovani, i futuri c...