Palermo, 5 apr. - Giuseppe Calvaruso, il reggente del mandamento Pagliarelli, fermato dai carabinieri di Palermo, era un vero boss imprenditore. Vestiva un ruolo di uomo d'affari occulto che era strettamente connesso a quello di capo mafia; proprio il mantenimento di relazioni qualificate con gli esponenti di altri mandamenti, nonche' la partecipazione alle attivita' illegali dell'associazione criminale gli ha consentito, nel corso degli anni, di acquisire una vasta rete di conoscenze spendibili nei piu' disparati settori economici, nonche' di accumulare ingenti capitali di provenienza illecita, da reinvestire, poi, in societa' operanti nel settore edile e della ristorazione. Per difendere i suoi interessi, aveva realizzato una rete di fedeli prestanome. La peculiare e modernissima attitudine imprenditoriale impressa da Giuseppe Calvaruso alla gestione del mandamento di Pagliarelli, e' emersa anche dall'interesse manifestato verso un flusso di capitali provenienti da investitori esteri. In particolare Calvaruso aveva tentato di intessere dei rapporti di natura economica con un cittadino di Singapore che intedeva investire ingenti capitali nei settori edile e turistico-alberghiero in Sicilia. Connesse a tali affari vi sono, poi, alcune estorsioni finalizzate a costringere la proprieta' degli immobili da acquistare e ristrutturare, a rivolgersi alle ditte edili di fatto di proprieta' di Calvaruso. (AGI)
Comando Provinciale di Palermo - Palermo , 05/01/2026 11:04 I Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio svolti nei giorni di festa sia in ambito cittadino che provinciale per prevenire la criminalità comune, hanno sequestrato una pistola, arrestato tre persone e denunciato altri due uomini. A Palermo, in via Agesia di Siracusa, nel cuore del quartiere ZEN 2, i militari della locale Stazione Carabinieri, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Cinofili di Palermo Villagrazia, hanno rinvenuto una pistola revolver a 5 colpi senza matricola e 169 cartucce calibro 44 magnum. L’arma e le munizioni erano state nascoste all’interno di una cavità ricavata nel sottoscala di un padiglione e sono state individuate grazie al fiuto dell’unità cinofila addestrata alla ricerca di esplosivi. Il materiale è stato sequestrato per i successivi accertamenti balistici, volti a verificare l’eventuale utilizzo delle armi in pregres...
