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Operazione Feudo 2

 

Operazione Feudo 2

Cuneo - Corruzione, appalti pilotati, truffa ai danni dello stato e falso

Data di pubblicazione:

14-12-2022

Prosegue l’attività del Guardia di Finanza a contrasto degli illeciti economici - finanziari nel settore dei reati contro la Pubblica Amministrazione.

In tale ambito si inquadra l’attività intrapresa fin dalle prime ore della mattinata odierna da 40 militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Cuneo, che hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare personale e

reale disposta dal G.I.P. del Tribunale di Asti, nei confronti di 14 persone: funzionari pubblici, professionisti ed imprenditori.

L’operazione costituisce l’epilogo di un’articolata indagine di polizia giudiziaria avviata nel luglio 2021 a seguito di perquisizioni che le Fiamme Gialle hanno eseguito presso gli uffici comunali di Vezza D’Alba e Montaldo Roero e la sede legale dell’”Unione dei Comuni del Roero: tartufo ed arneis”.

Le attività investigative, coordinate dalla Procura della Repubblica di Asti, hanno permesso di accertare molteplici condotte illecite in capo ai soggetti colpiti dalla misura cautelare, indiziati a vario titolo dei reati di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio (art. 319 c.p.) truffa aggravata ai danni dello Stato (art. 640 bis c.p.) turbativa d’asta (art. 353 c.p.) falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici (art. 476, c. 1 e 2, c.p.) falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art. 479 c.p.).

Dei 14 soggetti destinatari della misura cautelare, 8 sono stati posti agli arresti domiciliari, tra cui i due sindaci dei comuni roerini, funzionari comunali vezzesi e taluni professionisti e imprenditori coinvolti nelle vicende.

Nei confronti della maggior parte di loro sono stati sequestrati beni e valori per oltre un milione e mezzo di euro.

Il quadro investigativo ricostruito dagli inquirenti ha fatto luce su un articolato, pervasivo e ben consolidato sistema fraudolento di gestione della cosa pubblica. Gli appalti venivano affidati in maniera fraudolenta sempre ai medesimi professionisti e imprenditori, i quali, grazie a molteplici artifizi, facevano ottenere ai Comuni ingenti finanziamenti anche quando non sussistevano i presupposti per la loro concessione.

Tutto ciò, da un lato, consentiva ai Sindaci di aumentare il consenso elettorale e, dall’altro, favoriva il tornaconto personale dei professionisti che vedevano affidarsi ricorrentemente incarichi di progettazione, di direzione dei lavori e di assistenza e supporto alle stazioni appaltanti.

In tale contesto, i professionisti su cui pende l’accusa di corruzione, grazie al loro ruolo di progettisti e direttori dei lavori e, contemporaneamente, di assistenti alle stazioni appaltanti, sono riusciti a veicolare le procedure di gara a favore di imprese compiacenti che, in cambio, hanno acquistato i materiali da impiegare per i lavori oggetto degli appalti affidati, da aziende riconducibili ai professionisti che li avevano agevolati.

Le Fiamme Gialle hanno accertato che tale meccanismo fraudolento ha provocato, nel corso degli anni, effetti disastrosi per le casse degli Enti locali, perché il sistematico conferimento di incarichi ai medesimi professionisti veniva in più occasioni effettuato senza copertura finanziaria.

In buona sostanza, gli incarichi venivano assegnati senza la registrazione delle relative spese sui vari capitoli di bilancio. Tale condotta, che si concretizzava attraverso la falsificazione dei visti di regolarità contabile inseriti nei provvedimenti di affidamento degli incarichi, ha generato gravi deficit che sono stati sistematicamente occultati falsificando i bilanci, rappresentando in tal modo una situazione finanziaria sempre positiva anziché l’effettivo deficit.

I finanzieri, ricostruendo i bilanci, hanno addirittura scoperto che i funzionari del Comune di Vezza d’Alba preposti alla loro redazione, con la connivenza del Sindaco, al fine di chiudere gli esercizi finanziari con un risultato positivo, hanno annotato in bilancio crediti del tutto falsi.

Gli indagati, a cui è stato anche notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, saranno sottoposti nei prossimi giorni ad interrogatorio di garanzia.

La Guardia di Finanza, nell’esercizio delle funzioni di polizia erariale, ricostruirà il complessivo danno cagionato alle casse dello Stato dalle condotte delittuose poste in essere dagli indagati, frutto di una gestione privatistica delle risorse pubbliche, in spregio delle norme che ne regolano l’utilizzo.

L’operazione odierna conferma la costante vigilanza della Guardia di Finanza a tutela del bilancio dello Stato e degli Enti Pubblici ed al contrasto ed alla repressione degli illeciti contro la Pubblica Amministrazione, in un momento storico in cui le amministrazioni centrali e locali sono chiamate ad uno straordinario impegno nella gestione delle più cospicue risorse mai destinate alla spesa pubblica.





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