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Prato – Omicidio e lesioni nella rissa dell’8 maggio 2025 – La Polizia di Stato esegue misure cautelari nei confronti di quattro giovani.

 

Esecuzione misure cautelari per omicidio.

Prato – Omicidio e lesioni nella rissa dell’8 maggio 2025 – La Polizia di Stato esegue misure cautelari nei confronti di quattro giovani.

Stamattina, la Polizia di Stato di Prato ha eseguito quattro misure cautelari, emesse dal G.I.P. di Prato, su richiesta della Procura della Repubblica  presso il Tribunale di Prato, nei confronti di quattro giovani cittadini albanesi di diciannove anni (destinatario della misura  della custodi in carcere), di ventidue anni (destinatario degli arresti domiciliari), di vent’anni (destinatario della misura dell’obbligo di dimora nel comune di Montemurlo) e di ventitrè anni (al quale è stata applicata la misura dell’obbligo di dimora nel comune di Prato). Quest’ultimo è detenuto per i delitti di rapina e lesioni aggravate, commessi il 26 gennaio 2023.

Sono stati contestati al diciannovenne i reati di rissa e di omicidio di un connazionale di trentasette anni, che si trovava in stato di latitanza come il ventitreenne albanese destinatario di misura,  mentre agli altri tre indagati è contestato il solo delitto di rissa aggravata dall’essere taluno rimasto ucciso ed atro aver riportato lesioni. L’omicidio si è verificato a Prato, nel corso di una rissa avvenuta  l’8 maggio 2025 nei giardini tra via Corridoni e via baracca della medesima città consistita in una colluttazione con calci e pugni, con la partecipazione di sei soggetti alla contesa violenta dalla quale derivava la morte di un cittadino albanese di trentotto anni, colpito con un cacciavite al petto, cagionandogli una ferita a livello toracico che interessava il ventricolo sinistro, a seguito della quale  (e nonostante il tamponamento cardiaco) successivamente decedeva al nosocomio di Prato, ove veniva trasportato. Il cittadino albanese di ventidue anni riportava ferite , consistite in un trauma cranico con tumefazione ecchimotica della regione orbitaria destra e della regione nasale. Un gruppo costituito da due albanesi, che si era presentato allo scontro armato con un cacciavite e con un taglierino, si fronteggiava con altro costituito da quattro connazionali, tra i quali la vittima, che vantava precedenti penali per rapine.

Le ragioni che hanno condotto allo scontro sono state identificate dal Giudice in reciproche rivendicazioni, provocazioni, offese, gelosie e “dinamiche di supremazie sul territorio” proprie di gruppi giovanili antagonisti, immersi in un contesto di marginalità e degradazione relazionale, che ha favorito l’escalation verso la violenza fisica, poi sfociata nell’omicidio del trentottenne. Coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica, le investigazioni si sono nutrite del prezioso apporto degli investigatori di questa Squadra Mobile.

Si rappresenta che la responsabilità delle quattro persone destinatarie delle misure cautelai dovrà essere vagliata nelle successive fasi del procedimento. In virtù della presunzione di non colpevolezza, i medesimi potranno considerarsi colpevoli solo sulla base di una sentenza passata in giudicato.

Il video dell’operazione al link sottostante

https://www.poliziadistato.it/pressarea/Share/link/07881df8-0e45-11f1-8072-736d736f6674

 


20/02/2026

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