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OPERAZIONE CONTRO IL CAPORALATO A PRATO





PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRibUNALE DI PRATO
P.n. 2320/2026
Comunicato Stampa

 Il Procuratore della Repubblica

Rilevato che sussistono specifiche e obiettive esigenze alla conoscenza delle attivitd delittuose a base violenta che turbano in modo significativo l'ordine pubblico ne territorio e, al contempo, dell'impegno delle Forze dell'Ordine e della magistratura ne contrastare tali comportamenti, nonché delle iniziative che vengono intraprese per rendere più efficaci gli strumenti a disposizione;
ritenuto, quindi, sussistente ur interesse pubblico specifico alla conoscenza da partc della comunità e dei mezzi di comunicazione ad acquisire legittimamente notizie a fine di poter esercitare il diritto costituzionalmente garantito di informazione, ex art 21 della Costituzione;
atteso che, per non arrccare un pregiudizio reputazionale agli autori delle condotte delittuose, appare opportuno non fornire indicazioni idonee a individuarli
comunica quanto segue:

Su richiesta di quest'ufficio, il giudice per le indagini preliminari di Prato ha emesso ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, con applicazione di braccialetto elettronico, per i delitti di intermediazione illecita e sfruttamento de lavoro e di assunzione di manodopera cinese priva di permesso di soggiorno, nei confronti di un imprenditore cinese, gestore di fatto di un'impresa individuale d confezionamento di abbigliamento, insediata a Prato, fittiziamente intestata ad altro soggetto. Tale misura è stata fondata sul riconoscimento di gravi indizi di colpevolezze in capo al datore di \avoro di fatto e della sussistenza delle esigenze cautelari de rischio di reiterazione di analoghe condotte criminose e di inquinamento probatorio evidenziando, fra l'altro, una spiccata tcndenza del gestore a piegare la volontà dei dipendenti con qualunque mezzo disponibile.

Nella sede dell'impresa sono risultati svolgere la loro prestazione professionale sedici lavoratori privi di contratto di lavoro subordinato (assunti in nero), di cui dodici anche privi di permesso di soggiorno. Dalle immagini acquisite, le maestranze sono risultate impegnate nell' attività professionale per 15-16 ore al giorno, per sei o sette giomni alla settimana. Venivano retribuite a cottimo, con salari variabili a seconda della complessità della lavorazione del capo e parametrati a un valore compreso tra 0,40 centesimi di euro e 2,00 euro per singolo pezzo.

Sul piano formale sono risultati assunti una decina di lavoratori, ma nessuno di costoro è risultato lavorare per la ditta in questione durante Il'intero periodo di monitoraggio. Il gestore di fatto è risultato procurare la materia prima e provvedere alla successiva consegna ai committenti dei capi finiti. Si è accertata l'esistenza di un dormitorio, composto da otto camere da letto, suddivise da pannelli in cartongesso, ospitante quattordici lavoratori, in condizioni di estremo degrado, con un solo servizio igienico. La genesi del'attività investigativa costituita dalla denuncia di una lavoratrice picchiata e colpita da un ventilatore lanciatole addosso dal destinatario della misura cautelare, che ha riportato lesioni personali consistite nell'infrazione della quinta costola destra, nella contusione della caviglia sinistra, nell'ematoma del volto e della coscia sinistra e in un trauma cranico non commotivo, giudicate guaribili in prima battuta in venticinque giorni. L'aggressione è stata innescata dalla sua rivendicazione salariale, derivante dal mancato pagamento di quanto dovutole.
I lavoratori irregolari hanno assunto atteggiamento di collaborazione contribuendo fattivamente alla raccolta di elementi d'accusa. Sono stati presi in carico e avviate alle forme di protezione, con l'applicazione di permesso di soggiorno per motivi di giustizia, assistenza economica e alloggiativa, in aderenza a quanto previsto dal protocollo firmato il 15 ottobre 2025.
In sede di udienza di convalida dell'arresto, il destinatario della misura cautelare ha ammesso di essere a conoscenza del fatto che molti lavoratori fossero privi di permessi di soggiomo.

L'investigazione costituisce l'esperienza pilota - caratterizzata, allo stato, da positivo riscontro giurisdizionale - di una nuova metodologia di pianificazione dell'effettuazione dei controlli inanziati con i fondi europei del progetto "Alr Caporalato", elaborata da quest'ufficio con la collaborazione del Direttore Generale dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro, del Comandante Carabinieri Tutela Lavoro di Roma e del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Prato. Metodologia basata su un'attività investigativa - serrata e concentrata nell'arco di poche settimane di intenso lavoro - di monitoraggio e di pedinamento continuativo degli obiettivi, con installazione di telecamere, individuazione dei committenti, prima dell'effettuazione dell'intervento sull'impresa. 
La tempestività e la concentrazione degli sforzi investigativi ha reso necessaria una consistente presenza e impegno in Prato del personale proveniente da plurimi territori del Paese, che ha consentito, in questo stadio dell'indagine preliminare, di ravvisare un quadro indiziario idoneo a dimostrare tutti i presupposti del reato di sfruttamento lavorativo e di riscontrare la flagranza di un reato strutturalmente complesso, Delitto che presuppone un'abitualità di condotte e plurimi indici fattuali rappresentativi dell'esistenza di uno stato di bisogno dei lavoratori e della condizione di approfittamento del datore di lavoro.

Presunzione di non colpevolezza.

Si rappresenta, in ogni caso, che la responsabilità delle persone indagate dovrà essere vagliata nelle successive fasi del procedimento, essendo la misura applicata in fase di indagine preliminare. In virtù della presunzione di non colpevolezza, i medesimi potranno considerarsi colpevoli solo sulla base di una sentenza passata in giudicato, Si trasmetta al Signor Procuratore Generale della Corte d'Appello di Firenze. 

Prato, 26 giugno 2026.

Procuratore del Repubblica Luca Tescaroli


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