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Scambio elettorale politico-mafioso e corruzione elettorale. Tre arresti

 


Comando Provinciale di Messina - Milazzo, 23/06/2026 08:53

Nella mattinata odierna, i Carabinieri della Compagnia di Milazzo hanno eseguito una misura cautelare - emessa dal G.I.P. del Tribunale di Messina, su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia – nei confronti di 3 persone, per il delitto di “scambio elettorale politico-mafioso” e “corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso”.
Il provvedimento prevede gli arresti domiciliari nei confronti del Sindaco di Spadafora, Lillo Pistone, nonché di due fratelli di 75 e 71 anni, ritenuti contigui alla famiglia mafiosa dei cd. “Barcellonesi”.
La misura cautelare – spiegano le forze dell’ordine –  riflette il grave compendio indiziario raccolto dai Carabinieri, nel corso di un’indagine avviata, su denuncia, nell’aprile 2024 e coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina-Direzione Distrettuale Antimafia, con riferimento alle elezioni comunali di Spadafora tenutesi l’8 e il 9 giugno 2024. Le indagini hanno consentito di raccogliere elementi indiziari gravi, allo stato, in grado di ipotizzare il condizionamento mafioso del voto, per effetto dell’appoggio elettorale, al sindaco eletto, da parte dei predetti fratelli, i quali avrebbero procacciato voti in suo favore, anche all’esterno del loro nucleo familiare, facendo leva sulla diffusa percezione della loro contiguità alla criminalità organizzata.
Il quadro indiziario raccolto ha altresì consentito di ipotizzare come il Sindaco, a seguito della sua elezione, abbia compiuto - in cambio del sostegno elettorale ricevuto – vari atti amministrativi, volti a soddisfare numerose e pressanti pretese avanzate dai citati fratelli, consentendo, ai medesimi, di ottenere diverse utilità e conseguenti vantaggi economici (assegnazione di parcheggi pubblici quale pertinenza di abitazioni di proprietà; sgravi e agevolazioni fiscali non spettanti relativi al pagamento dell’IMU; procedure agevolate per acquisire documenti necessari a risolvere pendenze legali inerenti a immobili sequestrati; cambio di destinazione d’uso di immobili ed altro).
Inoltre, dall’attività investigativa è emersa un’altra ipotesi di “corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio”, a carico del sindaco, indagato unitamente con una insegnante (51enne, non destinataria di misura cautelare), la quale - in occasione delle citate elezioni, nella veste di segretario di una sezione elettorale- avrebbe “spiato” le operazioni di voto compiute da persone anziane o affette da disabilità, informando, in tempo reale, il medesimo candidato sindaco (poi eletto), nonché modificando, in suo favore, alcune schede nulle o contestabili, ottenendo, in cambio, utilità varie, fra le quali l’assegnazione, da parte del Comune di Spadafora, di un incarico collaborativo volontario, a titolo gratuito, nelle tematiche del settore scolastico; nonché l’ammissione di un proprio familiare al servizio civile, remunerato, presso la “Pro loco” di Spadafora.

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