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INTERROGAZIONE SEN. GIARRUSSO SU MAFIA CHE CHIEDE DIRITTO DI REPLICA A SCUOLA

ePub Versione per la stampa Mostra rif. normativi Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03718 Atto n. 3-03718 (in Commissione) Pubblicato il 4 maggio 2017, nella seduta n. 817 GIARRUSSO , DONNO , CAPPELLETTI , LEZZI , LUCIDI , GAETTI , PAGLINI - Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dell'interno. - Premesso che: Michele Crapula è un boss affiliato a Cosa nostra (in particolare al clan Trigila) e condannato per diversi reati, fra i quali associazione di tipo mafioso (art. 416-bis del codice penale); in particolare Crapula ha rivestito il ruolo di reggente e di capo del clan al quale appartiene e per tali motivazioni il boss è stato condannato ed è attualmente detenuto; di recente, il clan Trigila ed i boss affiliati sono saliti alla "ribalta" nazionale grazie ad alcune inchieste condotte dal giornalista Paolo Borrometi e pubblicate dalla testata giornalistica "La Spia", dall'agenzia di stampa "Agi", nonché riprese da alcuni organi di informazione nazionali; considerato che, per quanto risulta agli interroganti: il 25 marzo 2017, nell'istituto "Majorana" di Avola (Siracusa), si è svolta una conferenza che ha visto la partecipazione del dirigente scolastico, del professor Fabio Navanteri, del giornalista dottor Paolo Borrometi, della referente provinciale dell'associazione "Libera", dell'avvocato Lauretta Rinauro, del commissario di Polizia di Stato di Avola, del dottor Fabio Aurilio, del capitano dei Carabinieri di Noto, Sabato Landi, e del tenente della Guardia di finanza di Noto, Federico Vanni. Tale conferenza si è svolta nell'ambito del progetto educativo dal titolo "Semi di legalità"; sono stati trattati i temi della legalità e, fra gli interventi, il giornalista Paolo Borrometi ha illustrato gli affari mafiosi che vedono interessati il boss Michele Crapula ed alcuni familiari del capomafia; l'avvocato della famiglia Crapula, nell'interesse dei figli del boss, avrebbe chiesto all'istituto scolastico di acquisire il video dell'evento e, soprattutto, di organizzare nella medesima scuola un convegno che prevedesse la partecipazione degli stessi congiunti del capomafia, per esercitare il "diritto di replica" e spiegare le ragioni per cui "il loro caro" delinque; considerato, inoltre, che a giudizio degli interroganti, è evidente come, in una terra quale quella in questione, dove i simboli sono importanti e in cui regna l'omertà (non essendoci pressoché nessuna denuncia), la richiesta dei familiari del capomafia vorrebbe rappresentare un atto intimidatorio nei confronti dell'istituto scolastico, affinché non vengano più organizzate conferenze che possano mettere "alla berlina" le responsabilità mafiose di chi delinque; il giornalista Paolo Borrometi (insignito del titolo di "cavaliere della Repubblica" da parte del Presidente della Repubblica), a seguito della conferenza, ha denunciato alle forze dell'ordine di avere ricevuto pesanti minacce di morte, si chiede di sapere: quali iniziative di competenza intendano adottare i Ministri in indirizzo affinché siano favorite iniziative ispirate ai valori della legalità, come quella descritta, e venga altresì evitato che i familiari del capomafia Michele Crapula possano confrontarsi con gli studenti, a parere degli interroganti in un'intollerabile par condicio fra mafia e antimafia; quali provvedimenti urgenti intenda adottare il Ministro dell'interno affinché l'istituto scolastico di Avola possa essere tutelato da possibili ritorsioni mafiose; quali provvedimenti urgenti intenda adottare per tutelare il giornalista Paolo Borrometi, già costretto a vivere sotto scorta da anni, affinché possa continuare a svolgere la sua azione di informazione libera, nonostante le pesanti minacce di morte che continua a ricevere.

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