(AGI) - Caserta, 15 nov. - I carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli nei confronti di Giuseppe Diana, detto Peppe o' biondo, per associazione per delinquere di tipo mafioso. Secondo gli inquirenti, Diana, dopo il matrimonio con la figlia di un cognato dell'ex primula rossa del clan dei Casalesi, Michele Zagaria, e' diventato una figura imprenditoriale di rilievo nel clan. Le indagini si sono basate per lo piu' sulle dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia e su intercettazioni telefoniche e ambientali in un arco temporale molto ampio, che inizia nel 2009, durante la ricerca dell'allora boss latitante, e concluse nel 2020. Giuseppe Diana, imprenditore edile di Casapesenna, sarebbe stato in stretto contatto con lui e con il nipote di quest'ultimo, Filippo Capaldo, occupandosi proprio della latitanza di Michele Zagaria e della raccolta del denaro legato al 'pizzo' per l'imposizione di slot machine negli esercizi commerciali del territorio di riferimento del clan. Dopo l'arresto di Giovanni Garofalo, e dopo il suo matrimonio con la figlia di Francesco Zagaria - cognato di Michele in quanto sposato con Elvira, sorella del capoclan - Diana avrebbe assunto, secondo i pm, un ruolo apicale come imprenditore, tanto da avviare molti cantieri edili anche in Toscana per conto della cosca.
Comando Provinciale di Palermo - Palermo , 05/01/2026 11:04 I Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio svolti nei giorni di festa sia in ambito cittadino che provinciale per prevenire la criminalità comune, hanno sequestrato una pistola, arrestato tre persone e denunciato altri due uomini. A Palermo, in via Agesia di Siracusa, nel cuore del quartiere ZEN 2, i militari della locale Stazione Carabinieri, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Cinofili di Palermo Villagrazia, hanno rinvenuto una pistola revolver a 5 colpi senza matricola e 169 cartucce calibro 44 magnum. L’arma e le munizioni erano state nascoste all’interno di una cavità ricavata nel sottoscala di un padiglione e sono state individuate grazie al fiuto dell’unità cinofila addestrata alla ricerca di esplosivi. Il materiale è stato sequestrato per i successivi accertamenti balistici, volti a verificare l’eventuale utilizzo delle armi in pregres...
