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Operazione “in vino veritas”

 

Operazione “in vino veritas”- Sequestro di oltre 2 milioni di euro

Milano, 16 settembre 2022
Operazione “in vino veritas”- Sequestro di oltre 2 milioni di euro

Comando Provinciale Milano

I finanzieri del Comando Provinciale di Milano, nell’ambito di un’attività di indagine coordinata dalla Procura Europea (EPPO – European Public Prosecutor’s Office) - sede di Milano, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca anche per equivalente di € 2.085.810,96, disposta dal Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Verona, nei confronti di una azienda leader nel settore vitivinicolo.

Le indagini, che coinvolgono complessivamente 3 persone fisiche e 2 società, svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, hanno ad oggetto un’ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche di matrice unionale, connesse alla partecipazione ad un bando europeo di cui al Regolamento (UE) n. 1144/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio Europeo per la promozione di prodotti agricoli, nel mercato interno e nei Paesi terzi.

La frode ai danni dell’Unione Europea riguarda l’ottenimento di un finanziamento diretto, pari ad € 5.061.358,20 euro, di cui € 2.085.810,96 già erogati, in due tranche una nel 2018 e una nel 2020, dalla Agenzia Esecutiva dell’Unione Europea per i consumatori, la salute, l’agricoltura e la sicurezza alimentare (CHAFEA) ed incassati dalla cooperativa, in qualità di beneficiario-coordinator del progetto.

Più nel dettaglio, le indagini hanno evidenziato la presenza di illeciti accordi tra la cooperativa (beneficiariocoordinator) ed il soggetto esecutore del progetto europeo (esecutore-implementing body), tesi a consentire al coordinator di vedersi riconosciuto un ingiusto profitto non contemplato dal progetto il quale, invero, prevedeva che il beneficiario avrebbe sostenuto il 20% dei costi dell’attività oggetto dei sussidi, non maturando quindi alcun guadagno.

Il sistema fraudolento, secondo l’ipotesi investigativa, consisterebbe infatti nella pre-individuazione della società che avrebbe svolto il ruolo di implementing body la quale si sarebbe poi agevolmente aggiudicata la successiva procedura di selezione. Inoltre, le due società hanno anche stipulato un contratto di servizi denominato “Accordo Quadro”, apparentemente indipendente dal progetto ma in realtà destinato a dissimulare la retrocessione al coordinator del progetto, di un importo pari al 35% del costo ammissibile. In tal modo, le due imprese coinvolte nell’indagine avrebbero – secondo l’accusa – indotto in errore la competente Agenzia dell’Unione Europea, circa l’effettiva esistenza di un nesso strutturale e di un conflitto di interessi tra le parti, nonché sulla reale destinazione dei fondi erogati.

L’odierna attività di servizio testimonia la stretta sinergia operativa tra la Procura Europea e la Guardia di Finanza nel contrasto delle condotte lesive degli interessi finanziari dell’Unione Europea.

Si evidenzia che il procedimento penale verte ancora nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

La diffusione del presente comunicato stampa è stata autorizzata dalla Procura Europea in ottemperanza alle disposizioni del Decreto Legislativo n. 188/2021.

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