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Incendi Boschivi: identificati e denunciati i presunti autori di alcuni roghi nel Reatino


 Comando Carabinieri per la Tutela Forestale Rieti - Rieti, 30/06/2026 08:40

Nei giorni scorsi, i Carabinieri Forestali sono stati impegnati nel fronteggiare due significativi incendi di natura colposa che hanno interessato il territorio di Rieti e della Valle del Velino. In campo i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Roccasinibalda (RI) che, grazie alle testimonianze raccolte, hanno identificato e deferito in stato di libertà all’A.G., ex art. 449 c.p., il responsabile di un incendio che ha provocato la distruzione di un uliveto incolto di circa 4 ettari, nella località Case San Benedetto, nel comune di Rieti (RI). L’uomo, un cinquantatreenne reatino, nel tentativo di domare le fiamme da lui stesso generate nel tentativo di bruciare semplicemente delle sterpaglie, ha riportato ustioni alla gamba destra ed è stato trasportato in ospedale in condizioni non gravi. Tempestivo anche l’intervento dei Vigili del Fuoco che ha permesso di mettere in sicurezza una fabbrica di fuochi d’artificio situata a valle dell’area interessata, scongiurando un potenziale disastro. L’indagato, avendo cagionato per colpa un incendio, qualora ritenuto responsabile dei fatti contestati, in caso di condanna rischia la pena della reclusione da 1 a 5 anni. Il secondo incendio ha visto all’opera la pattuglia “1515” del Nucleo Carabinieri Forestale di Rieti (RI) in località Pingue, frazione Colle Rinaldo, nel comune di Borgovelino (RI). Il rogo ha colpito un castagneto da frutto per un’estensione di circa 2 ettari. I Carabinieri Forestali, dopo essersi confrontati con i militari della Stazione Carabinieri di Antrodoco (RI), hanno individuato l’autore del rogo. Si tratta di un uomo sorpreso mentre tentava di spegnere le fiamme da lui stesso provocate per la ripulitura del castagneto da frutto, che è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per il reato di incendio boschivo colposo, ai sensi dell’art. 423 bis del Codice Penale e che rischia, in caso di condanna, una pena dai 2 ai 5 anni di reclusione. Il comunicato stampa viene effettuato nel rispetto del D.Lgs nr. 106/2006, modificato dal D.Lgs 188/2021, in quanto ricorrono “specifiche ragioni di interesse pubblico che lo giustificano” che vengono motivate dalla particolare rilevanza pubblica dei fatti oggetto di accertamenti e per le esigenze costituzionalmente tutelate connesse al diritto all’informazione, al fine di fornire notizie in modo trasparente e rispettoso dei diritti degli indagati e delle parti offese. È obbligo rilevare che gli indagati, allo stato attuale, sono solamente indiziati di delitto e la loro posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente, e solo dopo l’emissione di una sentenza passata in giudicato, gli stessi saranno, eventualmente, riconosciuti colpevoli, in maniera definitiva, del reato ascrittogli. Il tutto in ossequio al principio costituzionale di presunzione di innocenza.

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