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Sequestrato un milione di euro a capo ultra del Milan

Sulla carta svolge l’attività di elettricista, ma per la Divisione anticrimine della questura di Milanoavrebbe accumulato un tesoro con attività illecite. Si tratta di un 38enne capo ultra della tifoseria della squadra calcistica del Milan. L’uomo era già stato arrestato lo scorso maggio per spaccio di stupefacenti in concorso con altri pregiudicati, reato per cui è stato condannato.
Stamattina i poliziotti hanno sequestrato beni per circa un milione di euro. In particolare il provvedimento ha disposto il sequestro di un complesso immobiliare di due piani con autorimessa, di un'autovettura modello Audi Q5, di conti correnti e della gestione di un locale pubblico, luogo storico di ritrovo degli ultras del Milan.
Dalle indagini gli agenti hanno scoperto che l’uomo, fin da giovane, aveva stretto consolidati legami con la criminalità organizzata legata al mondo del traffico di stupefacenti; ha inoltre numerosi precedenti per gravi reati contro la persona, in relazione anche alla sua appartenenza al mondo ultras.
Si tratta della prima applicazione in Lombardia di una misura di prevenzione patrimoniale ad un esponente delle tifoserie organizzate. 

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Perché c’è da rifletterci sopra? Perché per la mafia è decisivo mantenere un suo perverso sistema di welfare sociale, non per dispensare beneficenza o diritti ma per esercitare un dominio potente e soffocante.

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