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TRAFFICO DI METANFETAMINA E OPPIO IN SCATOLE BISCOTTI TIPICI IRANIANI, 6 ARRESTI

 


Roma, 17 apr. (Adnkronos) - I Carabinieri della Compagnia di Roma Centro, a conclusione di una attività d'indagine durata sei mesi e diretta dalla Procura della Repubblica di Roma, stanno dando esecuzione a un'ordinanza che dispone l'applicazione di misure cautelari nei confronti di sei persone, iraniani, filippini e bengalesi, indagate a vario titolo per traffico internazionale, spaccio e detenzione di metanfetamina, comunemente detta shaboo, e oppio. L'operazione, scattata alle prime ore di questa mattina, ha impegnato i Carabinieri nella provincia di Roma, dove sono stati localizzati i 6 indagati, 4 destinatari della misura della custodia cautelare in carcere, due uomini, una donna iraniani e un uomo del Bangladesh; una donna filippina agli arresti domiciliari; una donna iraniana destinataria della misura del divieto di dimora in Roma. Le attività, condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Centro, sono scaturite dall'arresto a giugno 2021 di un bengalese, trovato con 530 g di shaboo, da cui sono stati raccolti gravi elementi in merito alla presenza di un gruppo criminale per conto del quale l'arrestato teneva la sostanza. Le indagini hanno consentito di mettere insieme gravi indizi di colpevolezza a carico di colui che viene considerato il capo e coordinatore unico del gruppo, un iraniano in Italia da circa 25 anni, già agli arresti domiciliari per analogo reato il quale, sfruttando anche i permessi lavorativi come panettiere, dirigeva da remoto e avvalendosi di gregari e collaboratori ai vari livelli, i rapporti sia con gli acquirenti che con i galoppini e i fornitori di shaboo di stanza in Iran. Proprio nei confronti di colui che viene considerato il capo e della moglie - anche lei membro del gruppo con compiti logistici ed operativi - i Carabinieri hanno eseguito a dicembre 2021 una perquisizione che ha permesso di sequestrare all'interno di un appartamento 2,3 kg di shaboo e 1,4 kg di oppio, nascosti nel doppio fondo di confezioni, completamente integre, di dolci tipici dell'Iran. La successiva analisi degli apparati telefonici sequestrati alla coppia ha poi permesso di ricostruire il canale di approvvigionamento dello stupefacente che veniva prodotto in Iran ed inviato in Italia, grazie alla collaborazione in terra persiana di un sodale non identificato, che avvalendosi dell'inconsapevole apporto di alcuni turisti iraniani diretti a Roma, che mettevano a disposizione una porzione del proprio bagaglio, convinti di aiutare dei connazionali a portare in Italia i sapori della loro terra (i biscotti appunto), importavano in Italia lo stupefacente rischiando inoltre, se arrestati in Iran, la pena capitale. Una volta in Italia, lo stupefacente sotto forma di prodotti dolciari, veniva ritirato dalla madre o dalla moglie del capo dell'organizzazione e stoccato in depositi prima di essere immesso sul mercato capitolino sfruttando la manodopera a basso costo offerta da cittadini filippini e bengalesi. È stata dunque ricostruita l'importazione di 21 kg di shaboo e 3 kg di oppio tra aprile e novembre 2021, e la successiva commercializzazione anche al dettaglio, e cristallizzata la posizione di 13 indagati a vario titolo per spaccio, detenzione ed importazione dall'estero di sostanze stupefacenti. Sei gli arresti in flagranza di reato, convalidati, sequestrati oltre 3 kg di metanfetamina e 1,5 kg di oppio nonché 25.000 euro in contanti.

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