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Prato - Operazione "Fast food"

 


Nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto delle condotte illecite proseguono i controlli inerenti al tracciamento delle filiere di approvvigionamento agroalimentare a tutela della salute pubblica da parte della Guardia di Finanza di Prato ricompresi nell’operazione convenzionalmente denominata “FAST FOOD”.


I Finanzieri del Comando Provinciale di Prato hanno intensificato nel periodo estivo le attività ispettive sugli esercizi operanti nella commercializzazione di prodotti agroalimentari promuovendo una capillare attività di mappatura dei canali di acquisto relativi soprattutto a prodotti d’importazione ed individuando le imprese caratterizzate da maggiori profili di rischio, sia in termini di indicazione geografica e/o denominazione di origine dei prodotti che di tracciamento delle filiere di approvvigionamento.


La capillare attività di analisi dei militari del Nucleo Mobile del Gruppo di Prato ha portato all’individuazione di tre esercizi di ristorazione etnica operanti in città, tutti connotati da una rilevante opacità delle filiere di approvvigionamento dei prodotti alimentari impiegati.


A seguito degli accessi ispettivi effettuati i militari intervenuti hanno posto al vaglio la documentazione commerciale inerente tutte le materie prime impiegate, verificando il rispetto delle disposizioni vigenti in materia di etichettatura, certificazione di origine e rispetto delle normative comunitarie e nazionali afferenti la commercializzazione e somministrazione di prodotti agroalimentari. Inoltre, avendo constatato nell’immediatezza evidenti carenze igienico-sanitarie, è stato instaurato un coordinamento con i competenti uffici del Dipartimento di Prevenzione della ASL di Prato che hanno inviato i propri ispettori per l’avvio di specifici controlli che hanno portato alla sospensione delle attività nei confronti dei tre ristoranti ispezionati e alla distruzione di circa 800 kg di alimenti non rispondenti ai requisiti minimi di sicurezza in materia di conservazione ed etichettatura, implicandone il divieto di immissione al consumo.


I responsabili sono stati sanzionati ai sensi del D.Lgs. 193/2007 per la violazione del Reg. 852/2004 e le attività sono state sospese ai sensi del Reg. CE 2017/625.

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