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DIA 2016/2 - CRIMINALITÀ PUGLIESE E LUCANA

5. CRIMINALITÀ ORGANIZZATA  PUGLIESE E LUCANA a. Analisi del fenomeno Al pari del semestre precedente, il panorama delinquenziale del territorio pugliese continua a caratterizzarsi per i costanti mutamenti, dovuti anche all’emersione di nuovi  gruppi criminali. Le principali formazioni mafiose risultano storicamente radicate nelle province di Lecce, Taranto e Brindisi. A queste si sono nel tempo affiancate altre organizzazioni delinquenziali, ciascuna con peculiarità e caratteristiche proprie. Le attività criminali più diffuse risultano essere l’usura, le estorsioni e lo spaccio di sostanze stupefacenti, cui va progressivamente assommandosi la gestione del gioco illecito, anche attraverso l’imposizione ai commercianti di apparecchiature manomesse. La messa a sistema delle evidenze di analisi e giudiziarie relative al semestre consente di rilevare come nel territorio della città di Bari ciascun  gruppo criminale, se da un lato non sembra rinunciare ad esercitare un forte controllo nei quartieri di storica pertinenza, dall’altro tende a superare tale compartimentazione, nella prospettiva di accrescere la propria sfera di influenza e quindi ottenere più ampi margini e possibilità di guadagno. Nei territori di Barletta-Andria-Trani, le principali fonti di finanziamento risultano collegate al traffico di sostanze stupefacenti, ai furti di auto e alle rapine. La  società foggiana e la mafia garganica impattano, invece, con inusitata violenza sulla provincia di Foggia, dove continuano a registrarsi attentati dinamitardi ed incendiari in danno di imprenditori ed esercizi commerciali. La criminalità cerignolese si conferma, anche in questo semestre, tra le più dinamiche della Regione nel traffico di stupefacenti, grazie alla capacità di disporre di molteplici canali di approvvigionamento, sia nazionali che esteri. Nella città di Lecce e nella provincia salentina permane la presenza di singoli  gruppi, operanti per lo più nel traffico di droga, mentre a Taranto si registra una generale ripresa delle attività criminali. Il territorio della provincia e della Città di Brindisi continua, invece, a caratterizzarsi per la sostanziale fase di stabilità tra i sodalizi locali. Tuttavia, sembrano affacciarsi sul panorama criminale dell’area neoformazioni delinquenziali, pronte ad organizzarsi secondo le strutture ed i canoni propri dell’associazionismo mafioso. A fattor comune per le organizzazioni criminali pugliesi, il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti hanno assunto dimensioni e caratteristiche tali da risultare sempre più frequenti le sinergie operative con la ‘ndrangheta e la  camorra, ma anche con realtà criminali allogene,  in primis quella albanese. Come, infatti, meglio si dirà nelle proiezioni ultraregionali, le operazioni “Pontefice”, “Red Eagle” e “Federico II” quest’ultima della D.I.A. - rappresentano l’ennesima conferma registrata nel semestre del vivace dinamismo criminale dei  gruppi pugliesi in questo settore.

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