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Operazione Riciclauto - Eseguite 3 misure cautelari

 Vicenza, 2 dicembre 2021

Operazione Riciclauto - Eseguite 3 misure cautelari

Comando Provinciale Vicenza

Nella giornata di ieri militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Bassano del Grappa e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Vicenza hanno congiuntamente dato esecuzione ad un'ordinanza applicativa di misure cautelari personali emessa dal G.I.P. del Tribunale di Vicenza a carico di tre soggetti (custodia cautelare in carcere, arresti domiciliari, obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria). il soggetto sopposto a custodia cautelare in carcere, non rintracciato nel domicilio nel corso della mattinata, si è costituito in serata ai Carabinieri di Castelfranco Veneto. E' stata altresì data esecuzione, sui beni intestati o comunque nella disponibilità delle persone sottoposte ad indagine, al decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. per un ammontare complessivo di euro 2.337.986,14.

L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Vicenza, ha preso avvio dalla consumazione, nel dicembre 2018, di molteplici truffe legate alla compravendita di autovetture poste in essere attraverso una concessionaria di Montecchio Maggiore. I potenziali acquirenti, dopo aver visionato i veicoli su internet ed aver effettuato dei giri di prova recandosi in concessionaria, consegnavano agli indagati - per contanti, assegni o attraverso bonifici bancari - somme ammontanti ad oltre 1.200.000,00 euro a titolo di caparra o saldo, salvo poi scoprire, nel giorno concordato per il ritiro delle autovetture, che i gestori della concessionaria si erano dileguati e che nessun veicolo era più presente nel piazzale espositivo.

In questo contesto, è stata riconosciuta l'operatività di un'associazione per delinquere finalizzata alla truffa il cui promotore e capo è stato individuato nel soggetto sottoposto a custodia cautelare in carcere. I successivi approfondimenti investigativi hanno portato, da un lato, ad accertare condotte di riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori, poiché le somme di denaro accreditate a titolo di caparra e/o saldo sui rapporti bancari della concessionaria erano state distratte a favore di conti esteri - talora utilizzati per l'acquisto di altre autovetture, mai pervenute tuttavia nella disponibilità della società - o comunque intestati a terze persone; dall'altro, dopo la declaratoria di fallimento dell'impresa su istanza della Procura, a ricostruire plurimi fatti di bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione, documentale e per operazioni dolose.


Ulteriori sviluppi d'indagine hanno poi riguardato altre società, sempre riconducibili ai tre soggetti.


Le imprese in questione, strumentalmente interposte nella compravendita di autovetture di origine comunitaria, erano dedite all'emissione sistematica di fatture per operazioni inesistenti finalizzate a consentire l'evasione dell5IVA ai soggetti economici effettivi acquirenti delle autovetture. Il meccanismo fraudolento adoperato era quello del ed. falso consumatore finale", attraverso il quale veniva fittiziamente fatta figurare, quale acquirente dei veicoli di provenienza comunitaria, una persona fisica che provvedeva a richiedere l'immatricolazione del mezzo alla motorizzazione, consentendo all'operatore economico reale acquirente, attraverso tale schermatura, di aggirare gli obblighi di versamento dell'imposta.


Sono state pertanto contestate le fattispecie di emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e di omesso versamento dell'IVA, in relazione alle quali è stato disposto il sequestro preventivo finalizzato alia confisca del profitto dei reati per un importo di circa 1.100.000,00 euro.



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