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Postale: frodi online, operazione “Emma”

 

 

La Polizia postale italiana e 26 Forze di polizia di altrettante Nazioni hanno concluso l’operazione denominata “Emma” contro il cyber riciclaggio di denaro attraverso i money mule.

I “money mule” rappresentano senz’altro una delle figure sempre presenti nelle frodi online perché costituiscono l’ultimo anello della catena attraverso il quale i malviventi monetizzano i proventi della frode.
Un money mule è una persona che consapevolmente o inconsapevolmente (se ad esempio attratto da false proposte di lavoro pubblicate sul web), offre la propria identità per l’apertura di conti correnti, carte di credito ed altri strumenti di pagamento, sui cui vengono poi accreditate somme di denaro provento di attacchi informatici e finanziari ai danni di ignari imprenditori e cittadini.

L’operazione “Emma” si avvale principalmente di due fasi: quella operativa di un periodo di 3 mesi e quella appena iniziata che ha per oggetto campagne di sensibilizzazione e prevenzione nei Paesi che hanno aderito all’iniziativa.

Nella prima fase sono stati 19 i Paesi dell’Unione europea a partecipare, coordinati da Europol e con il supporto di Interpol, della Federazione Bancaria Europea (EBF) e dei partners privati Microsoft, Western Union, Fintrail, Coinbase e Fourthline, oltre a Moldavia, Svizzera, Regno Unito, Australia, Singapore, Hong Kong, Colombia e Stati Uniti.

Nella seconda fase le Campagne di sensibilizzazione sono finalizzate a creare consapevolezza in chi favorisce, con la propria opera, il riciclaggio dei proventi di attività illecite, come le frodi online o il phishing.


Il bilancio dell’operazione in Italia rivela un aumento delle transazioni fraudolente rispetto allo scorso anno pari a 922 ma l’azione di contrasto della Polizia postale ha permesso di identificare 356 money mule e recuperare 11,5 milioni di euro.


Nell’ambito di tutta l’operazione, attraverso il supporto di oltre 400 istituti bancari e altre istituzioni finanziarie, 7mila transazioni bancarie fraudolente sono state individuate e 2.500 indagini sono state avviate. Grazie a tali attività sono state sventate frodi per un danno stimato in 67,5 milioni di euro. Più di 18mila sono stati i "muli" individuati, mentre sono 324 gli organizzatori e i coordinatori identificati.



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