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Fallimento immobiliare a Siena, 5 misure interdittive e sequestri


 Al termine di un’indagine congiunta di Polizia di Stato e Guardia di finanza, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Siena ha emesso misure interdittive nei confronti di cinque degli otto indagati per i reati di bancarotta fraudolenta, indebita percezione di erogazioni pubbliche, autoriciclaggio e malversazione di erogazioni pubbliche.


L’indagine, svolta sotto la direzione della Procura della Repubblica da Squadra mobile e Nucleo di polizia economico-finanziaria di Siena con l’utilizzo delle banche dati, sopralluoghi e la ricostruzione dei flussi finanziari, ha fatto luce su una serie di attività illecite messe in atto dagli indagati con lo scopo di depauperare il patrimonio di una società immobiliare fino al suo fallimento, dichiarato nel 2019.


Le distrazioni patrimoniali, quantificate in circa 18 milioni di euro, sarebbero avvenute mediante il trasferimento, con causali fittizie e diversi negozi giuridici, di denaro e beni a società solo in apparenza appartenenti a terze persone.


Contestati episodi di sviamento di risorse pubbliche destinate al recupero di un bene immobile di valore storico-artistico, indebite percezioni di sussidi previdenziali e di reimpiego dei relativi proventi illeciti in altre attività imprenditoriali riconducibili sempre agli indagati.


Il Pubblico ministero ha richiesto le misure cautelari idonee a prevenire la reiterazione degli stessi reati nei confronti di cinque indagati, nei confronti dei quali sono stati disposti il divieto, per la durata di dodici mesi, di esercitare attività imprenditoriali e il sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto dei reati di malversazione e indebita percezione di erogazioni pubbliche nonché autoriciclaggio, fino alla concorrenza di un milione di euro.


30/05/2024

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