Passa ai contenuti principali

DIA CATANIA - SEQUESTRO AL CLAN GIULIANO

 



PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI CATANIA -DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA - COMUNICATO STAMPA 

 La Direzione Investigativa Antimafia, in seguito a mirate indagini personali e patrimoniali, ha posto i sigilli ad un complesso imprenditoriale e patrimoniale di origine mafiosa. A seguito dell'accoglimento da parte della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Catania della proposta di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale formulata congiuntamente dal Procuratore della Repubblica di Catania e dal Direttore della D.I.A., il Centro Operativo etneo ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro di beni nei confronti di Salvatore Giuliano e di altri nove soggetti a questi vicini. Salvatore Giuliano, classe 63', inizia la sua carriera criminale sin da giovanissimo, i molteplici illeciti compiuti nel tempo, lo hanno portato a diventare vertice del consesso mafioso denominato per l'appunto clan GIULIANO, operante principalmente nel comprensorio territoriale di Pachino (SR) e Portopalo di Capo Passaro (SR) e storicamente legato al clan catanese dei CAPPELLO. Personaggio dalla spiccata caratura criminale ed indiscussa pericolosità sociale, annovera una pluralità di delitti tra i quali, associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e molteplici delitti contro il patrimonio. Nel lungo percorso criminale che lo ha visto referente e protagonista nella figura di "capo mafia", ha condizionato la libera scelta di un'intera comunità Pachino e territori limitrofi, con particolare riferimento al mercato ortofrutticolo. In particolare, il boss GIULIANO, assegnava ed impartiva gli ordini ai suoi sodali, quali l'intimidazione ai produttori e commercianti di prodotti ortofrutticoli della zona, la riscossione delle estorsioni, il versamento nelle casse del clan del denaro delle attività illecite per il quale venivano utilizzate società e imprese agricole create ad hoc, il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti e la gestione dei parcheggi in zone turistiche. In ultimo, Salvatore Giuliano, è stato condannato con sentenza nr. 100/2022 Reg. Sent. del 17.O1.2022 emessa dal Tribunale di Siracusa, alla pena di anni 24 di reclusione per i delitti di cui agli artt. 416 bis 1 c. 1 "associazione per delinquere di stampo mafioso" e art. 629 .2 C.P.- "estorsione". Il Decreto di Sequestro eseguito in data odierna dagli uomini della Direzione Investigativa Antimafia, ha permesso di porre i sigilli ai beni a vario titolo riconducibili al proposto ed in particolare n. 1 impresa individuale e la totalità dei beni aziendali e strumentali, n. 1 società di capitali e l'intero compendio aziendale della stessa, n. 1 autovettura, n. 24 beni immobili (terreni e fabbricati) intestati alle persone fisiche, rapporti bancari e postali di valore non inferiore ad euro 1.000,00, per un valore complessivo presunto di circa 3.000.000,00 euro. Catania, 15 novembre 2024

Post popolari in questo blog

Sequestrata pistola e tre arresti per furto di energia

  Comando Provinciale di  Palermo   -   Palermo , 05/01/2026 11:04 I Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio svolti nei giorni di festa sia in ambito cittadino che provinciale per prevenire la criminalità comune, hanno sequestrato una pistola, arrestato tre persone e denunciato altri due uomini. A Palermo, in via Agesia di Siracusa, nel cuore del quartiere ZEN 2, i militari della locale Stazione Carabinieri, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Cinofili di Palermo Villagrazia, hanno rinvenuto una pistola revolver a 5 colpi senza matricola e 169 cartucce calibro 44 magnum. L’arma e le munizioni erano state nascoste all’interno di una cavità ricavata nel sottoscala di un padiglione e sono state individuate grazie al fiuto dell’unità cinofila addestrata alla ricerca di esplosivi. Il materiale è stato sequestrato per i successivi accertamenti balistici, volti a verificare l’eventuale utilizzo delle armi in pregres...

TRAFFICO DI RIFIUTI DA LA SPEZIA IN MAROCCO

http://www.lanazione.it/laspezia/cronaca/2014/04/03/1048257-rifiuti-dogana-sequestro.shtml

Il Generale di Corpo d'Armata della Guardia di Finanza Michele Carbone assume la carica di Direttore della Direzione Investigativa Antimafia (DIA), subentrando al Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza Maurizio Vallone

  DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA COMUNICATO STAMPA AVVICENDAMENTO AL VERTICE DELLA DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA  Il Generale di Corpo d'Armata della Guardia di Finanza Michele Carbone assume la carica di Direttore della Direzione Investigativa Antimafia (DIA), subentrando al Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza Maurizio Vallone. Il Generale Carbone, originario di Barletta (BA), arriva alla DIA dopo un proficuo mandato di un anno e due mesi come Comandante Interregionale dell'Italia Meridionale, con sede a Napoli. Durante tale periodo, ha esercitato con successo le funzioni di indirizzo, controllo e coordinamento dei Reparti della Guardia di Finanza, che con circa 10.000 militari operano nelle Regioni Campania, Puglia, Basilicata e Molise. Questi reparti costituiscono la prima linea nel contrasto alla criminalità economico-finanziaria nel nostro Paese. La carriera del Generale Carbone è stata caratterizzata da numerosi incarichi di comando, ognuno dei quali ha contr...