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Abusivismo edilizio: controlli e sequestri sulle Madonie


 Comando Provinciale di Palermo - Petralia Sottana (PA), 17/02/2026 09:19

Un’azione strutturata e mirata a tutela del territorio è stata condotta dalla Compagnia Carabinieri di Petralia Sottana, sotto il coordinamento del Comando Gruppo Carabinieri di Monreale e nell’ambito di una più ampia strategia di vigilanza ambientale e controllo delle attività produttive insistenti nell’area delle Alte Madonie. Il dispositivo, pianificato in modo organico e sviluppato attraverso l’impiego sinergico del Nucleo Operativo e Radiomobile e delle Stazioni dipendenti, ha consentito di concentrare uomini e competenze in un’attività ispettiva mirata, volta a verificare il rispetto della normativa urbanistica e ambientale da parte di alcune officine meccaniche operanti nel territorio di Bompietro che, ha consentito di deferire in stato di libertà tre imprenditori di età compresa tra i 56 e i 73 anni, accusati a vario titolo di aver eseguito dei lavori edili in totale difformità o in assenza di permesso, apertura o effettuazione di scarichi di acque reflue industriali senza autorizzazione e attività di gestione di rifiuti non autorizzata. L’azione trae origine da un’attenta lettura del contesto territoriale, caratterizzato da un patrimonio ambientale di assoluto pregio e dalla presenza dell’area protetta dell’Ente Parco delle Madonie, che impone un livello di attenzione ancora più elevato. In tali realtà, eventuali condotte non conformi alle norme – spesso frutto di abitudini stratificate e consolidate nel tempo – rischiano di incidere negativamente sull’equilibrio ambientale e sulla corretta gestione delle attività economiche, compromettendo un territorio che merita rispetto e visione. Nel corso dei controlli sono state accertate, a vario titolo, ipotesi di violazioni in materia edilizia e ambientale, con particolare riferimento al mutamento non autorizzato della destinazione d’uso di immobili adibiti ad officina, allo scarico di acque reflue industriali in assenza delle prescritte autorizzazioni e alla gestione illecita di rifiuti speciali mediante deposito incontrollato in area esterna privata. Una delle aree interessate è stata sottoposta a sequestro, al fine di impedire la prosecuzione delle condotte contestate e tutelare lo stato dei luoghi. In un comprensorio montano che rappresenta un patrimonio naturale, paesaggistico e culturale di primaria importanza, la presenza dell’Arma si traduce non solo in controllo e repressione, ma anche in un’azione di stimolo e responsabilizzazione, affinché ogni operatore economico contribuisca, con comportamenti corretti e trasparenti, alla tutela di un bene comune che appartiene all’intera collettività. L’intervento costituisce, al tempo stesso, un richiamo chiaro per tutte le altre attività produttive del territorio: il rispetto delle normative ambientali e urbanistiche non può essere affrontato con leggerezza né con un approccio superficiale, talvolta giustificato da prassi ritenute “consuete”. Le regole non sono un ostacolo all’iniziativa economica, ma il presupposto indispensabile per una crescita sana e duratura. L’auspicio è che l’azione condotta possa fungere da monito e stimolo, favorendo una rinnovata attenzione alla corretta gestione degli scarichi, dei rifiuti e dei titoli abilitativi, superando definitivamente ogni atteggiamento approssimativo e rafforzando una cultura della legalità ambientale all’altezza del valore delle Madonie. È obbligo rilevare che gli odierni indagati sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.
 

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