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LOIODICE SUL RIINA MORENTE

E allora, per far chiarezza. Innanzitutto non credo che chi mi conosca possa pensare che mi sia rammollito. Comprendo la posizione di tanti di voi, della maggior parte di noi, me compreso, che pensa che uno come “Totò u curtu”, debba rimanere in carcere, in carcere duro, fino alla morte. È questo il senso dell’ergastolo, del fine pena mai. E chi potrebbe negare il valore dei messaggi che i mafiosi continuamente lanciano ai loro adepti. Anche da morti i mafiosi generano venerazioni e pellegrinaggi, tant’è che spesso vengono vietate persino le esequie pubbliche. Ora, cosa dice la sentenza della Cassazione? Che il Tribunale di sorveglianza di Bologna, nella sua sentenza di rigetto dell’istanza di sospensione della pena, non ha motivato le ragioni di attualità della pericolosità sociale, almeno così ho sentito dire. Il diritto costituzionale deve essere applicato a tutti, persino ai soggetti come lui, ne vale la stessa democrazia, il valore più alto della nostra libertà. Cosa deve fare ora il Tribunale di sorveglianza? semplicemente valutare attentamente se le condizioni di salute siano compatibile con il regime carcerario, anche considerando strutture carcerarie attrezzate a condizioni estreme di fine vita, ammesso che il soggetti si trovi in tali condizioni; soprattutto questo dovrà essere verificato, oltre a scrivere finalmente bene perché lo ritengono ancora pericoloso. Ebbene, se le sue condizioni non fossero in alcun modo sostenibili in ambiente carcerario, e ripeto assolutamente incompatibili, anche quel soggetto avrà diritto di tirare le cuoia in un ambiente compatibile. Per quanto riguarda il “segnale mafioso”, io non sarei poi così drastico; chi potrebbe impedire per esempio al tribunale di fargli passare gli ultimissimi giorni di vita, presso un ospedale, per esempio di Bolzano? Sarebbe l’occasione giusta per identificare tutti i pellegrini. La dignità della vita umana verrebbe garantita e il messaggio che si darebbe ai mafiosi sarebbe: “La nostra dottrina ha vinto, non siamo bestie come lo siete voi. Noi siamo più forti”. Detto questo, non mi strapperei i capelli se il Creatore gli trovasse in questo preciso momento un bel posto da spalatore di carbone davanti alla fucina dell’inferno. Claudio Loiodice

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