PRODUCEVA VARIE SOSTANZE STUPEFACENTI DESTINATE ALLA VENDITA ALL’INTERNO DI UN LABORATORIO CASALINGO: LA POLIZIA DI STATO ARRESTA UN CITTADINO ITALIANO PER DETENZIONE AI FINI DI SPACCIO

Nella giornata di ieri, 26 agosto, i poliziotti delle Volanti della Questura di Lodi hanno tratto in arresto un cittadino italiano di 25 anni, colto nella flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Il provvedimento restrittivo ha tratto origine da un’operazione di polizia giudiziaria svoltasi nella notte, allorquando gli agenti delle Volanti, impegnati nel controllo del territorio anche al fine di rintracciare e contrastare le attività di spaccio nel Capoluogo, avevano acquisito, all’esito di attività info investigativa, la notizia dell’esistenza di un laboratorio artigianale di produzione di stupefacenti, sito in un’abitazione a Lodi.
Così, i poliziotti si sono recati presso lo stabile e hanno proceduto a perquisire l’abitazione, un ragazzo di 25 anni ivi presente e la sua fidanzata.
La perquisizione ha dato esito positivo, tanto che gli operanti, ulteriormente insospettiti dal contegno poco collaborativo e assai nervoso del ragazzo, hanno scoperto una stanza insonorizzata sita al piano terra, corredata da una porta occultata sulla parete di fondo, rivestita di materiale fono-assorbente.
La porta, studiata per essere poco visibile, una volta aperta, ha consentito ai poliziotti di accedere ad un locale adibito a vero e proprio laboratorio casalingo, allestito per la coltivazione e la produzione di sostanze stupefacenti. Nonostante l’assenza di piante, infatti, è stata accertata la presenza di un consistente quantitativo di sostanze stupefacenti e psicotrope di tipologie differenti, suddivise in diversi involucri in plastica e vasi in vetro. La stanza è risultata essere dotata di un impianto completo e funzionante per l’illuminazione, l’irrigazione e la ventilazione, con attrezzature professionali (pompe idrauliche, raffreddatori, vasi, porta radici, lampade, telecamere, essiccatori, ventilatori a muro etc.) per la coltivazione delle piante, da cui il ragazzo ha ottenuto le sostanze destinate alla commercializzazione.
La stanza ed il suo contenuto, con tutto l’impianto e gli annessi raccordi e tubazioni, sono stati sottoposti a sequestro penale. Gli agenti hanno, inoltre, rinvenuto altre attrezzature per la coltivazione, stipate nel ripostiglio situato nel sottotetto dell’abitazione.
Quanto alle sostanze stupefacenti, grazie alle attività di sopralluogo e alle analisi tramite narcotest svolte da personale della Polizia Scientifica intervenuto in loco, sono stati sequestrati più di 600 grammi tra marijuana e hashish, numerosi semi di marijuana (destinati al processo di coltivazione realizzato in house per la produzione delle piante da cui ricavare la sostanza dotata di principio attivo) e altre sostanze, in forma di granulare o capsulare, presumibilmente di origine sintetica e psicotropa, riconducibili alle c.d. smart drugs, la cui natura sarà accertata a seguito di ulteriori analisi di laboratorio. E’ rilevante sottolineare che la marijuana e l’hashish erano stati confezionati all’interno di buste e barattoli recanti la denominazione della sostanza e il relativo aroma, anche con termini scientifici riconducibili a piante caratterizzate da principi attivi indicati come stupefacenti nelle tabelle ministeriali che individuano le sostanze la cui detenzione, cessione, vendita o commercializzazione è vietata in assoluto o salvo specifiche autorizzazioni.
Le parole usate per contrassegnare le sostanze rappresentano, inoltre, un segno distintivo delle stesse, presumibilmente finalizzato a renderle riconoscibili e più appetibili nelle piazze di spaccio e tra gli assuntori abituali. Tutto ciò ha ulteriormente avvalorato la tesi dei poliziotti in ordine alla natura e finalità illecita delle attività svolte dall’uomo all’interno della stanza, tese ad immettere sostanze variegate nel mercato locale della droga, incontrando i “gusti” diversificati dei consumatori.
Oltre al materiale e alle sostanze sequestrate, i poliziotti hanno rinvenuto, occultata in un armadietto della cucina, la somma di euro 620,00, divisa in banconote di diverso taglio, anch’esse poste sotto sequestro, in quanto ritenuta provento dell’attività delittuosa, della come anche i 6 telefoni cellulari in uso al ragazzo, probabilmente per la gestione delle attività di spaccio.
Alla luce di quanto descritto, l’uomo è stato tratto in arresto e, all’esito dell’odierno rito direttissimo, è stato condannato ad anni 1 e mesi 10 di reclusione, con pena sospesa e non menzione.
Si precisa che gli elementi acquisiti in ordine alla responsabilità dell’arrestato dovranno essere vagliati dal Giudice nel corso del procedimento durante il quale opera la presunzione di non colpevolezza sino a condanna definitiva.