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Finta frode sventata

 


Comando Provinciale di Ravenna - Alfonsine (RA), 28/08/2025 13:45

I Carabinieri della Stazione di Alfonsine hanno denunciato due uomini, un 33enne e un 49enne di origini campane, ritenuti i presunti responsabili di una tentata truffa ai danni di un 78enne della zona, posta in essere con il raggiro del “finto carabiniere”. Le indagini sono state avviate lo scorso giugno, a seguito di una denuncia presentata da un anziano per un patito tentativo di truffa messo in atto da un "finto carabiniere” attraverso sofisticate tecniche di spoofing, termine inglese che significa "inganno”, utilizzate nel campo dell'informatica per ingannare un sistema o un utente fingendo di essere un’entità diversa da quella reale. In questo caso, gli autori si sono finti inizialmente dipendenti di una nota società di credito, comunicando alla vittima che era in atto una frode sul proprio conto corrente e che a breve sarebbe stata chiamata dai Carabinieri della Stazione di Ravenna Via Alberoni per aver consigli al fine di evitarla. Uno dei due truffatori, per guadagnarsi la fiducia dell’interlocutore, lo contattava e, attraverso la tecnica del spoofing, faceva visualizzare sul display del telefono della vittima proprio il numero di telefono corrispondente a quello della suddetta Stazione CC. Il malvivente, a questo punto, fingendosi carabiniere, otteneva la fiducia dell’anziano che, in preda ad uno stato di agitazione, credendo di parlare realmente con un militare dell’Arma, ascoltava attentamente i consigli che gli venivano forniti, in un primo momento a voce e poi tramite sms. Il pensionato veniva invitato a recarsi velocemente presso la propria banca per effettuare due bonifici, del valore complessivo di 28.000 euro, su coordinate bancarie fornite dal malfattore. La vittima a questo punto si recava presso la propria banca e provvedeva ad effettuare le operazioni bancarie come da accordi ricevuti. Nel frattempo, il figlio del 78enne, passato a casa dei genitori per altri motivi, veniva informato dalla madre che il padre, in quel momento, era in banca ad effettuare dei bonifici per mettere al sicuro i propri risparmi e, insospettito dalla vicenda, raggiungeva in congiunto presso l’istituto di credito ove, avendo intuito che si stava trattando di una potenziale truffa, chiedeva all’impiegata di bloccare immediatamente i due bonifici, scongiurando così la tentata truffa ed evitando un grave danno economico. Si precisa che, per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagini in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

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