Passa ai contenuti principali

INTERROGAZIONE SEN. GIARRUSSO A FAVORE DI BORROMETI

Versione eBook Versione per la stampa Mostra rif. normativi Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-04191 Atto n. 4-04191 Pubblicato il 25 giugno 2015, nella seduta n. 473 GIARRUSSO , BERTOROTTA , MANGILI , MARTELLI , MARTON , MONTEVECCHI , MORONESE , MORRA , NUGNES , PAGLINI , SANTANGELO , SERRA - Al Ministro dell'interno. - Premesso che: il dottor Paolo Borrometi è un giornalista che da tempo realizza importanti inchieste contro la mafia ed il malaffare, esercita la professione presso l'Agi (Agenzia giornalistica Italia) ed è direttore della testata on line "laspia"; relativamente ad un recente articolo incentrato sulla dilagante presenza mafiosa nel mercato ortofrutticolo di Vittoria (Ragusa), uno dei più importanti del Sud Italia, Borrometi è stato oggetto di minacce ed ingiurie, proferite da soggetti legati alla criminalità organizzata, sia per iscritto che pubblicamente mediante il ricorso ai social network; tali minacce, invero, non sono che l'ennesimo episodio di intimidazioni provenienti da realtà criminali siciliane e calabresi, ovvero da altri soggetti già coinvolti in indagini e processi per associazione mafiosa; a ciò devono, inoltre, aggiungersi: un brutale e violentissimo pestaggio, subito da parte di 2 uomini incappucciati (tuttora ignoti), nell'anno 2014, che peraltro gli ha causato delle lesioni permanenti; un successivo tentativo di speronamento con l'autovettura, tale da indurlo fuori strada, nonché un gravissimo attentato incendiario, attraverso il quale ignoti hanno cercato di appiccare il fuoco alla sua abitazione, nottetempo e con il dottor Borrometi all'interno. Si tratta di un appartamento sito in pieno centro abitato ed ubicato al settimo piano; l'eventuale divampare dell'incendio all'interno del palazzo avrebbe, con ogni probabilità, comportato conseguenze estremamente nefaste; considerato che: Paolo Borrometi è autore, tra l'altro, di importanti inchieste giornalistiche, come quella relativa all'omicidio di Michele Brandimarte (boss della famiglia Piromalli-Molè), avvenuto pochi mesi addietro sempre nella città di Vittoria, in pieno centro ed in presenza di un cospicuo numero di cittadini. Attraverso la sua opera di indagine, il dottor Borrometi ha scoperto non solo che Brandimarte si era più volte recato nella cittadina, ma anche con chi si era incontrato ed i motivi alla base degli incontri; anche a seguito di tale inchiesta Borrometi ha subito pressioni e minacce da parte di importanti membri delle famiglie calabresi dei Piromalli-Molè; a lui si deve, ancora, l'inchiesta giornalistica con cui è stata resa nota la connessione tra l'amministrazione della città di Scicli (Ragusa) ed alcune cosche mafiose, la qual cosa ha determinato le dimissioni del sindaco e il probabile scioglimento per mafia del Comune stesso; in seguito ad alcuni importanti articoli sull'affare Italgas, Borrometi è stato, altresì, oggetto di minacce da parte di soggetti ritenuti dagli inquirenti vicini alle cosche di Belmonte Mezzagno (Palermo) ed al boss Benedetto Spera (fedelissimo di Totò Riina e di Bernardo Provenzano); a parere degli interroganti probabilmente il torto di Paolo Borrometi è quello di lavorare in una provincia come quella di Ragusa, dove fiancheggiatori della mafia continuano, ostinatamente, a negare ogni evidenza sulla recrudescenza del fenomeno mafioso, nonché a perpetrare minacce ed ingiurie nei confronti del giornalista. Tali azioni intimidatorie, peraltro, sono direttamente provenienti da soggetti vicini e visibilmente riconducibili al capo della mafia di Vittoria; soggetti che, evidentemente, non temono di apparire pubblicamente, ed anzi manifestano una pericolosissima tracotanza ed aggressività; per tutte le ragioni esposte, il procuratore della Repubblica di Ragusa, cui sono state recapitate le denunce del giornalista, ha richiesto più volte il rafforzamento e l'innalzamento delle misure di sicurezza per il dottor Borrometi; tuttavia tali richieste sono inspiegabilmente cadute nel vuoto e, addirittura, a quanto risulta agli interroganti, pare che esse non siano nemmeno state portate all'attenzione degli organi competenti alla loro valutazione; infine a giudizio degli interroganti tale circostanza potrebbe essere suscettibile di essere interpretata non già come un segnale di grave e colpevole sottovalutazione del pericolo, ma quale l'ancor più grave indice di una possibile compromissione con il contesto mafioso di alcuni dei principali, e più importanti, apparati della sicurezza della provincia di Ragusa, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda attivare procedure ispettive al fine di valutare con la massima urgenza l'innalzamento degli strumenti a protezione del giornalista Paolo Borrometi, nonché lo svolgimento di un'immediata ed esaustiva indagine interna volta ad accertare l'eventuale grado, ovvero il livello di compromissione degli apparati della sicurezza, che si sono sino ad ora adoperati, a parere degli interroganti, consapevolmente (omettendo di trasmettere agli organi competenti le richieste del procuratore della Repubblica di Ragusa) per impedire non solo che il giornalista Paolo Borrometi venga dotato di un efficace livello di sicurezza, ma addirittura per privarlo del tutto di tale protezione.

Post popolari in questo blog

Sequestrata pistola e tre arresti per furto di energia

  Comando Provinciale di  Palermo   -   Palermo , 05/01/2026 11:04 I Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio svolti nei giorni di festa sia in ambito cittadino che provinciale per prevenire la criminalità comune, hanno sequestrato una pistola, arrestato tre persone e denunciato altri due uomini. A Palermo, in via Agesia di Siracusa, nel cuore del quartiere ZEN 2, i militari della locale Stazione Carabinieri, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Cinofili di Palermo Villagrazia, hanno rinvenuto una pistola revolver a 5 colpi senza matricola e 169 cartucce calibro 44 magnum. L’arma e le munizioni erano state nascoste all’interno di una cavità ricavata nel sottoscala di un padiglione e sono state individuate grazie al fiuto dell’unità cinofila addestrata alla ricerca di esplosivi. Il materiale è stato sequestrato per i successivi accertamenti balistici, volti a verificare l’eventuale utilizzo delle armi in pregres...

ANCORA CONTROLLI DELLA TASK FORCE COORDINATA DALLA POLIZIA DI STATO NELLE STALLE E NEGLI ALLEVAMENTI: DENUNCIATO UN UOMO PER MALGOVERNO DI ANIMALI E SEQUESTRATO UN CAVALLO. SOTTOPOSTO A SEQUESTRO SANITARIO ANCHE UN INTERO ALLEVAMENTO DI ANIMALI A VACCARIZO A CATANIA

  La Polizia di Stato ha denunciato per malgoverno di animali un catanese di 50 anni e ha sequestrato un cavallo maltrattato, affidandolo in giudiziale custodia. Nell’ambito dei controlli che vengono effettuati ogni settimana per la prevenzione e la repressione del fenomeno delle corse e della macellazione clandestina, i poliziotti della Squadra a Cavallo della Questura di Catania, unitamente ai medici del Dipartimento di Prevenzione – Servizio Veterinari – dell’Asp di Catania, hanno proceduto al controllo di una stalla in via Castromarino, in pieno centro storico. I poliziotti hanno rintracciato il proprietario del fatiscente box abusivo, che era stato adibito a stalla, priva di acqua e luce, al cui interno vi era un cavallo in evidenti condizioni di maltrattamento. L’equide era molto sporco e maleodorante, in condizioni igienico sanitarie estremamente precarie, senza cibo e acqua sufficienti, ed il box non aveva alcuna apertura per l’areazione degli ambienti. Unitamente ai polizi...

SINTESI RAPPORTO MAFIA IN TOSCANA DELLA FONDAZIONE CAPONNETTO

SINTESI Presentazione: Piero Grasso, Presidente del Senato "...Oggi, come Presidente del Senato, sono chiamato a un ruolo di garanzia che mi impedisce di entrare nel vivo del procedimento di formazione della legge e persino di votare le leggi. Ma non per questo ho rinunciato alla lotta per la legalità e la giustizia. È questo un obiettivo al quale tutti dobbiamo contribuire, con un rinnovato impulso etico e una ancora maggiore conoscenza tecnica del fenomeno. Sono certo che questo Rapporto, straordinariamente innovativo nella sua capacità di analizzare le infiltrazioni mafiose, sarebbe piaciuto ad Antonino Caponnetto, eroe simbolo di questa lotta... Il suo coraggio, la sua forza, la sua capacità di creare armonia e affiatamento nel lavoro sono ora la linfa vitale dellaFondazione che porta il suo nome, impegnata in prima linea contro la criminalità organizzata, in particolare attraverso la costante opera di formazione e sensibilizzazione rivolta ai giovani, i futuri c...