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SCALIA: TOSCANA CROCEVIA DELLA MAFIA

TOSCANA, CROCEVIA DELLA MAFIA RENATO SCALIA | 09 LUG 2015 FIRENZE – Le tre scimmiette continuano a essere di moda in Toscana. Come era già accaduto il 6 novembre 2013, dopo le scioccanti dichiarazioni del procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti – “…la camorra sversa in primis in Toscana…” – anche oggi ai più è sfuggito che ultime due importantissime operazioni contro Cosa nostra e ‘ndrangheta hanno interessato anche questa regione. Partiamo dal maxi sequestro di 1,6 miliardi di euro riconducibile alla famiglia mafiosa Virga di Marineo, in provincia di Palermo. I fratelli Virga, secondo gli investigatori della Direzione investigativa antimafia, avrebbero beneficiato del determinante appoggio di Cosa nostra, mandamento di Corleone, per l’aggiudicazione di lavori e di appalti pubblici nel settore dell’edilizia. Gli imprenditori di Marineo, infatti, sarebbero riusciti a sviluppare e a imporre il loro gruppo imprenditoriale anche attraverso il cosiddetto “metodo Siino”, consistente nell’organizzazione di “cartelli” tra imprenditori, per l’aggiudicazione “pilotata” degli appalti pubblici, non solo in Sicilia, ma anche nella “tranquilla” e “ignara” Toscana. L’altro ieri, personale del Centro operativo della Dia di Firenze ha notificato il sequestro della quota di partecipazione del 45% del Consortile Stabile Terrafino, con sede a Empoli, in Via Buccioleto 6, in provincia di Firenze. Che Cosa nostra avesse forti ingerenze negli appalti toscani era già stato segnalato nella relazione annuale della Direzione nazionale antimafia del 2012 – “Cosa nostra con imprese proprie o di soggetti contigui all’organizzazione ha penetrato la realtà economica Toscana, ove le indagini hanno consentito di appurare che essa ha condizionato le gare per gli appalti di lavori pubblici con le stesse modalità illecite utilizzate in Sicilia” – ma anche in quell’occasione tutto passò sotto silenzio. Questa mattina, poi, è arrivata l’ennesima operazione dei Carabinieri contro la potente ‘ndrina Mancuso, con base operativa a Limbadi, in provincia di Vibo Valentia. Gli investigatori del Ros hanno arrestato 44 persone per associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. La cocaina, proveniente dal Sud America, era destinata ai mercati del nord Italia – compreso quello toscano – ed Europa. D’altronde era inevitabile che la Toscana venisse coinvolta anche in questo caso, considerato che sia la famiglia ‘ndranghetista vibonese sia le altre altre cosche calabresi, da tempo, hanno un ruolo di primo piano nel traffico di droga, negli appalti pubblici e nel reinvestimento di capitali illeciti nell’economia legale della regione. Ma si sa, da certe parti, spesso, le notizie che vanno per la maggiore sono quelle che riguardano i “ladri di biciclette“.

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