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DROGA: MAXI BLITZ CARABINIERI A ORISTANO

Oristano, 7 mag. (AdnKronos) - E' in corso una maxi operazione dei carabinieri della Compagnia di Oristano, che stanno eseguendo diverse ordinanze di misure cautelari in carcere e relative perquisizioni personali e locali nei confronti di diverse persone ritenute responsabili di far parte di un'organizzazione criminale. Ai membri dell'organizzazione vengono contestati diversi reati: coltivazione, produzione, detenzione ai fini di spaccio e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsioni per il recupero dei crediti maturati nella filiera della produzione e vendita delle sostanze stupefacenti, ricettazione, furto e detenzione e porto illegale di armi da fuoco clandestine. Nell'operazione sono impiegati oltre 100 militari delle Compagnie Carabinieri di Oristano, Mogoro, Ottana, Macomer e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Oristano con il supporto dello Squadrone Cacciatori di Abbasanta, delle unità cinofile e dell'11esimo Nucleo Elicotteri Carabinieri di Elmas. Ulteriori dettagli verranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che avrà luogo alle ore 10.30 di oggi al Comando Provinciale Carabinieri di Oristano alla presenza del Procuratore della Repubblica. 

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LE MINACCE DI MAFIA A SALVO PALAZZOLO DEVONO FARCI RIFLETTERE di Giuseppe Lumia

Non sono le solite minacce, che comunque sono sempre gravi e non vanno mai sottovalutate soprattutto quando provengono dalla mafia.

Salvo Palazzolo ha messo  in evidenza che in un quartiere popolare di Palermo, famoso ahimè nel mondo, lo Zen, sono state distribuite derrate alimentari da parte di un certo Cusumano, il cui fratello era stato già coinvolto in fatti di mafia. Si tratta di tutto un mondo legato ai Lo Piccolo, che esercitano ancora il loro dominio su diversi  mandamenti mafiosi.

Perché c’è da rifletterci sopra? Perché per la mafia è decisivo mantenere un suo perverso sistema di welfare sociale, non per dispensare beneficenza o diritti ma per esercitare un dominio potente e soffocante.

Cambiano i capi, si alternano le leadership, da Riina e Provenzano a Matteo Messina Denaro e ai giovani come i rampolli dei Greco, ma per loro è sempre indispensabile tenere sotto i tacchi la vita quotidiana di chi soffre ed è in difficoltà reale.

Questo consente ai boss di mantenere in piedi…

PIERA AIELLO: È UN ONORE ESSERE TRA LE 100 DONNE DEL 2019

Con grande onore sono stata inserita nel programma della BBC  “100 women of 2019” dove hanno partecipato anche  donne vincitrici del premio Nobel. Ringrazio la BBC e dedico questa nomination alla mia famiglia, a Rita Atria e a Paolo Borsellino, persone a me care che mi hanno permesso di essere la donna che sono oggi.

MATTARELLA 40 ANNI DOPO. HA ANCORA SENSO FARE MEMORIA PERCHÉ ATTUALISSIMO E PERCHÉ LA VERITÀ NON È VENUTA FUORI di Giuseppe Lumia

Dall’omicidio di Piersanti  Mattarella sono passati ben 40 anni. Non sono pochi. L’oblio per anni aveva preso il sopravvento. Adesso bisogna ritornarci, ritornarci con rigore  e capire di più e consegnare così alle nuove generazioni una memoria di Mattarella potente, potremmo dire “pericolosa” perché non scontata, burocratizzata, addomesticata ma viva, dinamica che vuole il cambiamento e vuole ispirare chi intende liberarsi dalla mafia e dal  suo sistema di relazioni.

Il Leader politico e il Presidente della Regione Mattarella aveva ben tre muri da abbattere per realizzare il suo sogno di cambiamento:

1) Il muro di Cosa Nostra. Un muro consolidato e costruito in due secoli di penetrazione nella società, nell’economia e nella politica. La Democrazia Cristiana scelse nel dopoguerra di andare a patti con la mafia in funzione anti-sinistra dopo che nel 1947, alle prime elezioni libere per l’elezione dell’Assemblea Regionale, vinse il “Blocco del Popolo”. Con la strage di Portella delle G…