Comando Provinciale Taranto
Militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Taranto hanno eseguito un decreto di sequestro, ai sensi della normativa antimafia (D.Lgs. 159/2011), emesso dalla II Sezione Penale del Tribunale di Lecce, avente ad oggetto beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di 30 milioni di euro, nei confronti di due imprenditori tarantini, padre e figlio, operanti nel settore del commercio al dettaglio di apparecchiature per le telecomunicazioni e la telefonia.
Il provvedimento cautelare è la conseguenza di attività investigative eseguite dal Nucleo PEF di Taranto, all’esito delle quali è stato appurato che i citati imprenditori, hanno perpetrato in modo sistematico e continuativo delle frodi fiscali mediante l’emissione ed utilizzo di fatture false, classificando la loro condotta di vita come socialmente pericolosa.
Tale comportamento delittuoso ha permesso di accumulare beni e risorse economiche sproporzionate rispetto ai redditi dichiarati, desumendo che tali imprenditori “evasori” vivano abitualmente con i proventi di attività delittuose.
L’ingente patrimonio sottoposto a sequestro risulta costituito, oltre che da 9 immobili, 1 terreno, 14 autoveicoli, 4 motocicli, quote di partecipazioni societarie, polizze assicurative e disponibilità di conto corrente bancario, anche da 6 interi compendi aziendali, con ben 15 punti vendita ubicati nelle provincie di Taranto (2 dei quali presso i due più grandi centri commerciali del capoluogo jonico e nelle città di Grottaglie e Manduria), nonché di Bari, Roma e Milano.
Comando Provinciale di Reggio Emilia - Reggio Emilia , 21/11/2025 13:42 Nonostante i continui inviti a diffidare dagli estranei ad opera dei carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia - che al riguardo hanno anche più volte ricordato i consigli della campagna antitruffa “Non aprite quella porta” – non si fermano i truffatori che con pretestuose richieste o controlli raggirano e derubano gli anziani dei loro averi. Proprio questo è accaduto il 20 novembre scorso a Reggiolo, quando due uomini intorno alle 13:00 circa, suonavano al citofono di casa di un’anziana 81enne, e qualificandosi come operatori sanitari, riferivano all’anziana donna che le avrebbero dovuto effettuare una visita domiciliare. I due falsi operatori sanitari dunque, avuto accesso all’abitazione, con artifizi e raggiri, si impossessavano di due collanine in oro di grande valore affettivo, custodite su un mobile della cucina, e successivamente si dileguavano immediatamente. L’anziana d...
