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Operazioni Dia Roma - 9 provvedimenti cautelari

 


ROMA – Su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, la Direzione Investigativa Antimafia nella mattinata di oggi ha dato esecuzione a un’ordinanza cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Roma nei confronti di 9 persone (6 in carcere di cui 3 già ristretti a seguito dell’operazione “Assedio”, 2 agli arresti domiciliari e 1 obbligo di presentazione alla p.g.) gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati previsti e puniti dagli artt. 81 capoverso, 110, 56, 629 comma 1 e 2, 416 bis 1 c.p., poiché “con più azioni, esecutive di un medesimo disegno criminoso, in concorso e riunione tra loro, con violenza e minaccia, costringevano l'imprenditore ROSSI Emanuele, titolare della società Rossi Costruzioni Edili s.r.l., a cedere la proprietà di tre unità immobiliari facenti parte del complesso immobiliare sito in Pomezia via del Mare Km 29.300 a prezzi inferiori a quelli di mercato per un valore corrispondente a circa 300.000 Euro.”

Più in particolare, nel corso dell’attività di indagine scaturita da uno stralcio dell’operazione Assedio, avviata nel 2018 dalla Direzione Investigativa Antimafia - Centro operativo di Roma, con il coordinamento della DDA della Procura di Roma, sono stati raccolti elementi gravemente indiziari in ordine alla esistenza di due gruppi apparentemente contrapposti ma in realtà tra loro alleati, uno appartenente a contesti criminali organizzati riconducibili alla mafia siciliana e l’altro alla criminalità organizzata romana, i cui componenti del primo offrivano la loro “protezione” all’imprenditore, vittima di gravi minacce, anche di morte, rivolte alla sua persona ed ai suoi familiari nonchè dell’esplosione di numerosi colpi d’arma da fuoco in danno del cantiere del suo complesso immobiliare in fase di costruzione, ad opera degli esponenti del gruppo romano. In realtà le indagini hanno permesso di disvelare un disegno unitario da parte dei due gruppi finalizzato ad estorcere al Rossi, in cambio di protezione, gli appartamenti a prezzi di molto inferiori al loro reale valore. Fra i destinatari dell’ordinanza vi è un imprenditore pometino che proponendosi come mediatore per far cessare le condotte violente e minacciose nei confronti della persona offesa, lo costringeva a sottoscrivere anche due contratti di sponsorizzazione in favore di una società di basket e di calcio per un valore complessivo di 100 mila euro.

Il procedimento in parte è stato definito in 1° grado, ricorrendo al rito abbreviato, ovvero in attesa di giudizio per i restanti imputati, nella considerazione che per tutti vige il principio di presunzione di innocenza.


Roma, 23 giugno 2025




 





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