
Nelle prime ore del 25 marzo 2026, la Polizia di Stato, al termine di un’articolata e prolungata attività investigativa, ha proceduto all’arresto in flagranza di reato di un cittadino albanese di anni 28, irregolare sul Territorio Nazionale e già sottoposto alla misura della detenzione domiciliare, nonché di una cittadina rumena di anni 37, ritenuta concorrente nei medesimi reati.
L’operazione trae origine da mirati servizi info-investigativi avviati dalla Squadra Mobile, nel corso dei quali gli operatori acquisivano circostanziati elementi informativi circa la disponibilità, da parte dell’uomo, di armi da fuoco detenute illegalmente e occultate all’interno del proprio domicilio sito in località Vernio (PO). Tali risultanze investigative venivano ulteriormente avvalorate da prolungati servizi di osservazione, controllo e pedinamento, che consentivano di monitorare i movimenti dell’indagato e di delinearne le condotte illecite.
All’esito delle attività, nella medesima mattinata del 25 marzo, gli operatori procedevano ad accedere presso l’abitazione dell’uomo per effettuare una perquisizione domiciliare mirata alla ricerca di armi e sostanza stupefacente.
L’attività di polizia giudiziaria consentiva di rinvenire, occultata sul tetto dell’abitazione, una borsa contenente denaro contante per un importo complessivo pari a euro 30.000, nonché quattro pistole, di cui tre illegalmente detenute e una risultata provento di furto; nel medesimo contesto venivano altresì sequestrati circa 10 chilogrammi di sostanza stupefacente che, sottoposta a narcotest a cura della Polizia Scientifica, risultava essere del tipo marijuana, nonché grammi 0,77 di cocaina e numerose munizioni per armi comuni da sparo custodite all’interno di un contenitore in plastica. Il rinvenimento del materiale illecito avveniva all’esito di un’accurata ispezione dei luoghi, estesa anche alle pertinenze dell’abitazione, che permetteva di accertare l’effettiva disponibilità degli oggetti sequestrati in capo all’indagato.
Nel corso delle operazioni venivano altresì rinvenuti, all’interno dell’appartamento, documenti risultati contraffatti, che venivano di seguito sottoposti a sequestro per i successivi accertamenti tecnici del caso.
Nel prosieguo delle attività, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, veniva eseguita perquisizione delegata presso il domicilio della donna, sito in Montecatini Terme (PT), ove veniva rinvenuto un bossolo calibro 7,65, ritenuto compatibile con le armi sequestrate nel corso dell’operazione.
Al termine degli atti di rito, espletate le formalità di legge, l’uomo veniva associato presso la Casa Circondariale “La Dogaia” di Prato, mentre la donna veniva tradotta presso la Casa Circondariale “Sollicciano” di Firenze, entrambi posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa della convalida dell’arresto in flagranza di reato per i reati loro ascritti, in concorso.
Si rappresenta che la responsabilità dei soggetti indagati sarà oggetto di verifica nelle successive fasi del procedimento. In applicazione del principio di presunzione di non colpevolezza, gli stessi potranno essere ritenuti colpevoli solo all’esito di una sentenza definitiva passata in giudicato.