Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro - Venezia, 27/03/2026 12:21
I Carabinieri del Nucleo Operativo - Gruppo CC Tutela Lavoro di Venezia, coadiuvati dai militari delle Compagnie CC di Venezia e Mestre, nell’ambito delle attività finalizzate a prevenire e reprimere i fenomeni dello sfruttamento del lavoro e di quello sommerso e a verificare il rispetto della normativa sulla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, ha svolto controlli nel settore dei pubblici esercizi e della ristorazione a Venezia e a Mestre. L’attività ispettiva, di natura ordinaria e tecnica, è stata finalizzata alla verifica della regolare occupazione dei lavoratori e al rispetto delle norme in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. L’esito del controllo ha fatto emergere diverse criticità nell’ambito della sicurezza sui luoghi di lavoro, essendo state rilevate e contestate diverse violazioni prescrizionali penali, con l’adozione di un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Complessivamente sono stati individuati 6 esercizi pubblici irregolari, individuati a seguito di preventiva attività info-operativa con l’Arma territoriale locale. Nel centro storico di Venezia è stato controllato un pubblico esercizio risultato irregolare per mancata idoneità dei requisiti igienici. Nel centro di Mestre, a seguito dei controlli effettuati, sono emersi 5 locali di pubblico intrattenimento e di somministrazione di bevande e alimenti, risultati irregolari per violazioni relative alla sicurezza sui luoghi di lavoro. In particolare il provvedimento di sospensione è stato adattato per un locale privo del previsto PEE (Piano di Emergenza e Evacuazione). Negli altri 4 locali le violazioni hanno riguardato l’omesso sgombero delle vie di fuga, l’omessa revisione degli estintori, l’omessa designazione di un numero sufficiente di addetti elle emergenze, l’omessa formazione e la mancata sottoposizione a visite mediche dei lavoratori, oltre che il mancato aggiornamento del DVR (Documento Valutazione Rischi) e la mancata comunicazione all’INAIL dell’adeguamento dell’impianto elettrico e della messa a terra. Nel complesso venivano contestate 14 prescrizioni penali, veniva applicato un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale e venivano elevate sanzioni amministrative e ammende per oltre 100mila euro. I procedimenti penali non risultano conclusi e la colpevolezza dei soggetti dovrà essere accertata con sentenza irrevocabile.
