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Inquinamento del fiume Sarno. Sequestrato cantiere navale

 


Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica Napoli - Castellammare di Stabia (NA), 26/03/2026 14:47

Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell' Ambiente di Napoli, nell'ambito delle attività investigative finalizzate all'accertamento e alla rimozione delle cause di inquinamento del fiume Sarno, denominate convenzionalmente "RINASCITA SARNO", pianificate e coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e dal Comando del suddetto Gruppo CC Tutela Ambientale, hanno proceduto al sequestro d'iniziativa del cantiere navale Marina di Stabia S.r.l.", sito in Castellammare di Stabia (Na), ricompreso nella più ampia area demaniale, attualmente, occupata dal Porto Turistico di Marina di Stabia, in relazione ai reati di cui all' art. 137, co.11 (scarico abusivo di reflui industriali), all'art. 279, co. 1 (assenza di autorizzazione - emissioni in atmosfera) e all'art. 256 (gestione di rifiuti non autorizzata) del D.Lvo 15212006 (Testo Unico Ambientale).
Nel corso del controllo, espletato dai Carabinieri del NOE di Napoli, che si sono avvalsi della preziosa collaborazione tecnica di personale dell'ARPA Campania, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, si è accertato che l'attività di rimessaggio del suddetto cantiere nautico si svolgeva in assenza dell'AUA (Autorizzazione Unica Ambientale) e dunque in mancanza di qualsivoglia titolo autorizzativo.
Inoltre, le numerose imbarcazioni presenti nel cantiere (ca. 120), alcune delle quali di grosso cabotaggio, erano oggetto di manutenzione effettuata direttamente sul nudo terreno, con conseguente dispersione di sostanze inquinanti, confluenti direttamente, parte in pubblica fognatura e quindi nel corpo fluviale del Fiume Sarno, e parte per dispersione sul nudo terreno.
I riscontri investigativi, conclusi si con la odierna ispezione, hanno chiaramente documentato l'illecita attività di rimessaggio, caratterizzata dall'utilizzo di solventi e vernici, con conseguente gravissimo pericolo di inquinamento del suolo e del corso d'acqua recettore.
Nello specifico, infatti, il flusso delle acque re flue inquinanti risultava recapitante, in maniera costante, sul nudo suolo in assenza di qualsiasi forma di trattamento e/o depurazione.
Il citato cantiere nautico, che si estende su un'area di 60.000 mq, è prospiciente la foce del Fiume Samo, che in quel punto riversa le proprie acque nel Golfo di Napoli tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia. Al termine delle attività i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Napoli hanno sottoposto a sequestro l'intero cantiere nautico.
L'odierno sequestro si inserisce nella più ampia attività investigativa, condotta in modo capillare dai Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica, avvalendosi della preziosa collaborazione tecnica dell'ARPAC, tutt'ora in corso di svolgimento, sotto il coordinamento della Procura di Torre Annunziata, finalizzata ad accertare e a rimuovere le cause di inquinamento del fiume Samo e dei suoi tributari, aventi ad oggetto le aziende ubicate nel bacino idrografico di detto corso d'acqua, in attuazione del Protocollo d'intesa per le attività investigative finalizzate alla repressione dei fenomeni d'inquinamento del fiume Samo e dei suoi affluenti, sottoscritto in data 17.12.2025 dalle Procure della Repubblica di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, dalle Procure Generali delle Corti di Appello di Napoli e di Salerno, dall'ARPAC e dagli Organi di polizia giudiziaria competenti in materia ambientale, tra i quali il Gruppo Carabinieri per la Tutela Ambientale di Napoli.

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