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Confiscate ville e terreni per oltre un milione di euro


 Comando Provinciale di Bari - Bari, 24/04/2026 11:01

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un decreto di confisca definitiva, emesso dalla Corte di Appello III Sezione Penale di Bari, su rinvio disposto dalla Corte di Cassazione, nei confronti dell’imprenditore F.C., 47enne, pluripregiudicato per i reati di rapina a mano armata, porto illegale di armi, riciclaggio e ricettazione.
In proposito, l’interessato è stato condannato per aver fatto parte del commando paramilitare, composto da circa 10 persone, che il 29 febbraio 2016 aveva assaltato un furgone portavalori sulla strada statale 16 nei pressi di Trinitapoli, che trasportava circa 3 milioni di euro destinati agli uffici postali e agli istituti di credito. Il colpo, durato appena 5 minuti, fruttò al gruppo criminale oltre 72 mila euro. Nell’occasione, i malviventi si garantirono la fuga occupando le vie di accesso al luogo della rapina con auto e mezzi pesanti rubati ed incendiati, nonché distribuendo sulla strada decine di chiodi artigianali a quattro punte.
Inoltre, il predetto è stato anche condannato per aver partecipato, il 4 dicembre 2016, insieme ad altre 15 persone, nel comune di Caraffa (CZ) calabresi, all’assalto presso il caveau di una società di vigilanza del luogo, con l’utilizzo di una ruspa dotata di martello pneumatico, rubando 8,5 milioni di euro.
Ed ancora, è stato condannato per un altro assalto ad un furgone portavalori, avvenuto il 19 ottobre 2015 a Bari, nei pressi della strada statale 16 dove, insieme a 15 individui travisati ed armati di kalashnikov, rubarono centinaia di migliaia di euro da un furgone diretto alla Banca d’Italia per depositare il denaro prelevato da diversi istituti di credito.
L’odierno provvedimento emesso dalla Corte d’Appello di Bari consegue alla sentenza della Suprema Corte di Cassazione che ha annullato la precedente ordinanza con cui la Corte di Appello, in funzione di giudice dell’esecuzione, aveva accolto le opposizioni proposte dall’imprenditore, revocando la confisca dei beni.
In precedenza, la Corte di Appello di Bari aveva emesso il provvedimento di sequestro e confisca, accogliendo completamente la proposta della Procura Generale della Repubblica di Bari, la quale, in considerazione delle condanne definitive dell’interessato, formulava detta richiesta sulla base della preliminare attività svolta a cura del personale appartenente al Nucleo Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, distaccato presso la stessa Procura Generale, e degli accertamenti patrimoniali effettuati dalla Sezione specializzata del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Bari attraverso cui sono stati ricostruiti gli introiti dell’intero nucleo familiare, così fornendo un corposo quadro probatorio in ordine all’illecita provenienza della sua ricchezza e che costituirebbe il compendio soprattutto di rapine in danno di portavalori.

Il valore dell’odierno patrimonio sottratto alla disponibilità dell’interessato, formalmente intestato alla compagna, è stimato in circa un milione di euro ed è rappresentato da due terreni e due lussuose ville ubicate in agro di Andria, nonché 3 terreni ubicati a Trinitapoli. 
L’importante risultato odierno - frutto dell’attività condivisa della magistratura e delle componenti investigative specializzate nello specifico settore delle indagini patrimoniali - rappresenta una conferma ulteriore dell’azione di contrasto alla criminalità organizzata, perseguita sia attraverso un’assidua opera di prevenzione e repressione sia attraverso attente e scrupolose indagini di natura finanziaria e patrimoniale, con le quali vanno.

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