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Truffa del "Finto Carabiniere": un arresto in Calabria

 


Comando Provinciale di Reggio Calabria - Cardeto (RC), 21/04/2026 12:28

I Carabinieri della Stazione di Cardeto, hanno dato esecuzione con il supporto dei militari della Stazione Carabinieri di Aversa (CE) a un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un uomo ritenuto gravemente indiziato del reato di truffa, rintracciato e arrestato nella citata località campana. L’indagine ha preso avvio da un episodio consumatosi nel luglio 2024 a Cardeto, dove un’anziana donna era stata vittima di uno dei raggiri più diffusi: quello del cosiddetto “finto carabiniere”. Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, la vittima era stata contattata sulla propria utenza telefonica da un individuo che, qualificandosi falsamente come appartenente all’Arma dei Carabinieri, le aveva comunicato che la figlia si trovava in stato di fermo per aver causato un grave incidente stradale. Una telefonata, durante la quale veniva richiesto con urgenza il pagamento di una somma di denaro o la consegna di oggetti preziosi quale presunto corrispettivo necessario per “risolvere” la situazione. La donna, sopraffatta dal timore per le sorti della figlia, aveva raccolto i monili in oro custoditi in casa e si era recata al luogo dell’appuntamento, dove due uomini, giunti a bordo di un’autovettura somigliante a quelle in uso alle forze dell’ordine, avevano ritirato quanto consegnato, per poi dileguarsi rapidamente. La successiva denuncia ha consentito ai Carabinieri di Cardeto di avviare un’attività investigativa che ha permesso di individuare l’autovettura noleggiata per commettere il reato e, quindi, alla completa identificazione del presunto responsabile, successivamente rintracciato nel casertano. Il risultato conseguito conferma la costante attenzione delle Forze di Polizia rispetto alla tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili. Si precisa che il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, per l’indagato, vige il principio di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.

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