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In ricordo di Roberto Mancini

 


Oggi ricordiamo Roberto Mancini, il coraggioso poliziotto investigatore che ha sacrificato la sua vita per combattere le ecomafie. La sua dedizione e il suo impegno per la giustizia ambientale sono stati interrotti dodici anni fa da una grave malattia contratta durante le indagini nella "Terra dei fuochi".

Insieme alla sua squadra, Roberto, fu un pioniere nella lotta contro lo sversamento illegale di rifiuti tossici e speciali in Campania, e il suo lavoro, iniziato nel 1994, ha gettato le basi per future indagini e inchieste giudiziarie.

L’indagine portata avanti da Roberto per dimostrare il disastro ambientale e l’inquinamento delle falde acquifere in Campania non venne presa subito in considerazione e, solo molti anni più tardi, diede vita ad un’inchiesta giudiziaria che lo condusse in tribunale a testimoniare e a collaborare con la Commissione rifiuti della Camera dei Deputati.

Ad un anno dalla sua scomparsa ricevette la Medaglia d’oro al Valor civile alla memoria con la motivazione: “Per l'essersi prodigato, nell'ambito della lotta alle ecomafie, con straordinario senso del dovere ed eccezionale professionalità nell'attività investigativa per l'individuazione, nel territorio campano, di siti inquinati da rifiuti tossici illecitamente smaltiti.
L'abnegazione e l'incessante impegno profuso, per molti anni, nello svolgimento delle indagini gli causavano una grave patologia che ne determinava prematuramente la morte. Mirabile esempio di spirito di servizio e di elette virtù civiche, spinti fino all'estremo sacrificio”.

Roberto ManciniRoberto ha prestato servizio per molti al commissariato “San Lorenzo” della questura di Roma, dove nel 2016, è stata intitolata una sala che porta il suo nome a testimonianza che il suo sacrificio non verrà dimenticato.

30/04/2026

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