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Un vano segreto in auto per trasportare la droga


 Comando Provinciale di Frosinone - Frosinone, 27/04/2026 16:32

I Carabinieri del Reparto Operativo - Nucleo Investigativo - del Comando Provinciale di Frosinone, traeva in arresto tre persone, un 48enne albanese, il figlio 20enne e una 22enne italiana, tutti residenti nel frusinate, colti nella flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso di un servizio teso al contrasto dello spaccio di stupefacenti nel Comune di Frosinone lungo la via Monti Lepini, i Carabinieri procedevano controllavano una Smart, guidata dal 20enne, già precedentemente segnalato in relazione agli stupefacenti, con a bordo la 22enne. Notati segni palesi di nervosismo della coppia, i militari decidevano di approfondire il controllo effettuando una perquisizione personale e veicolare, all’esito delle quali in possesso della donna veniva rinvenuta la somma di 2.435 euro in banconote di piccolo taglio e nel veicolo veniva scoperto un vano nascosto ad apertura elettrica ricavato nell’alloggiamento dell’airbag del passeggero del veicolo, all’interno del quale erano occultati 37 involucri termosaldati risultati contenere circa 54 grammi di cocaina, il tutto sottoposto a sequestro unitamente al veicolo e a un’agenda riportante nomi e cifre verosimilmente riconducibili alla contabilità dell’attività illecita. I militari decidevano quindi di eseguire immediatamente una ulteriore perquisizione presso l’abitazione del ragazzo, ove era presente anche il padre 48enne, censurato. Nel corso della stessa, nell’immobile e nelle sue pertinenze venivano trovati, occultati, un involucro in materiale plastico sottovuoto contenente gr. 210 di cocaina, un panetto di hashish avvolto in cellophane del peso di gr. 100, ulteriori gr. 1.45 di hashish sfuso, una macchina elettrica conta banconote e materiale atto al confezionamento delle sostanze stupefacenti. Al termine delle formalità di rito, i due uomini arrestati venivano tradotti presso la Casa Circondariale di Frosinone, mentre la donna veniva tradotta presso la sua abitazione agli arresti domiciliari, come disposto dalla competente A.G. di Frosinone. È obbligo rilevare che l’indagato, destinatario della misura cautelare, è, allo stato, solamente indiziato di delitto e la sua posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente, e solo dopo l’emissione di una sentenza passata in giudicato, lo stesso sarà, eventualmente, riconosciuto colpevole, in maniera definitiva, dei reati ascrittogli. Il tutto in ossequio al principio costituzionale di presunzione di innocenza.
 

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