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Firenze - Sequestrati 4.350 articoli falsi

 


Su autorizzazione del Procuratore della Repubblica di Firenze, si comunica quanto segue, stante l’interesse pubblico alla conoscenza dei fatti, alla luce della loro rilevanza.

La Guardia di finanza di Firenze prosegue nella sua incessante azione di contrasto della contraffazione, un fenomeno illecito pervasivo che mina gravemente il tessuto economico italiano, interessando in maniera diffusa anche il territorio della Regione Toscana, ove vengono spesso scoperti vari anelli della filiera criminale del falso, dai negozi e show-room fino ai depositi.

In tale contesto, le Fiamme Gialle, su impulso del Comando Provinciale Firenze e in attuazione delle direttive del Comando Regionale Toscana, già da mesi hanno predisposto uno specifico piano d’azione, caratterizzato da preventiva e mirata attività di analisi del rischio, volta ad individuare, sia nel capoluogo che nell’hinterland, i luoghi di stoccaggio della merce contraffatta e interromperne l’illecita commercializzazione.

Proprio di recente, questa strutturata attività info-investigativa ha condotto i reparti del Corpo fiorentini ad effettuare vari interventi di rilievo, che hanno consentito di sottrarre dal mercato consistenti quantitativi di prodotti riproducenti in maniera artefatta, benché estremamente fedele, quelli utilizzata dalle case madri titolari del marchio.

In particolare, i militari del 2° Nucleo Operativo Metropolitano Firenze hanno sequestrato, presso diversi showroom e negozi al dettaglio ubicati nei comuni di Sesto Fiorentino (FI) e Impruneta (FI), 700 paia di scarpe, 350 borse da donna e 400 giubbotti, in alcuni casi rivenduti a cifre non molto al di sotto di quelle praticate dalla casa madre per i prodotti conformi – per un controvalore stimato di circa 550.000 euro – riportanti il logo contraffatto di noti marchi italiani ed esteri, anche di maison di lusso, nonché le attrezzature destinate alla produzione ed al confezionamento.

Nel corso di altri interventi, invece, la Compagnia Pronto Impiego Firenze (i c.d. “Baschi Verdi”) ha individuato 2.900 prodotti contraffatti, tra oggetti di elevata tendenza tra i giovani, quali bambole/peluche e carte di un noto gioco da tavolo, e accessori per telefonia. In questi casi, la merce contraffatta, per un controvalore stimato di circa 31.000 euro, è stata scoperta all’interno di due negozi ubicati nel centro storico di Firenze, nei pressi della Stazione Santa Maria Novella, e di un negozio sito a Sesto Fiorentino.

Nell’ambito di tali operazioni, sono stati denunciati alla competente Autorità Giudiziaria sei soggetti, di cui quattro di nazionalità straniera e due italiana, per le ipotesi di reato previste dagli artt. 473, 474 e 648 c.p., mentre sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi finalizzati a ricostruire i canali di approvvigionamento, la rete di distribuzione e i relativi flussi finanziari, oltre a verificare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti lungo la filiera.

Le attività svolte in materia di anticontraffazione, come dimostrato dalle recenti operazioni concluse, testimoniano come tali illeciti non abbiano natura episodica ma siano inquadrabili all’interno di un vero e proprio fenomeno illecito, che la Guardia di Finanza sta cercando di aggredire in maniera decisa, sistematica e capillare, tanto con l’attività preventiva di controllo del territorio quanto con attività investigative più ampie e penetranti.

Del resto, l’attenzione del Corpo verso questo settore di servizio non è solo diretta alla difesa del mercato, ma si pone quale reale e concreto presidio a tutela dell’intero sistema economico nazionale, e toscano in particolare, che esprimono soprattutto nel settore dell’abbigliamento vere e proprie eccellenze del “made in Italy”, riconosciute a livello internazionale.

Come se non fosse sufficiente, tale fenomeno alimenta la concorrenza sleale verso aziende “sane”, con considerevoli ricadute negative in termini di gettito per l’Erario, alimentando reti criminali radicate, che spesso si avvalgono di manodopera sfruttata e irregolare, con impatti devastanti sul tessuto sociale.

Ma la contraffazione di prodotti commerciali può essere fonte anche di pregiudizio per la salute umana: gli articoli falsi, chiaramente, non rispettano le rigide regole di sicurezza imposte alle merci con marchio legittimo, con il rischio di arrecare danni agli inconsapevoli consumatori, basti pensare al caso di giocattoli e altri beni destinati ai bambini.

Il piano di azione anticontraffazione conferma il ruolo strategico della Guardia di Finanza quale presidio insostituibile di legalità economica. Attraverso pianificazione, intelligence, analisi di rischio e interventi mirati, il Corpo difende imprese e consumatori, tutelando la competitività del Paese.

Gli interventi della specie si inseriscono inoltre nel più ampio contesto di vigilanza preventiva attuata, attraverso una più efficace presenza sul territorio delle pattuglie, dalle Forze di polizia nelle zone ritenute maggiormente a rischio, sotto il costante coordinamento della Prefettura di Firenze, la quale monitora con particolare attenzione l’evoluzione dei fenomeni di microcriminalità del centro cittadino, con particolare riferimento all’area circostante alla Stazione di Santa Maria Novella, e della cintura metropolitana.

In tale ambito, un contributo determinante è assicurato proprio dalla cooperazione tra le Forze di polizia: un modello integrato di collaborazione attiva tra Prefettura, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Polizie Locali, fondato su scambio informativo costante e coordinamento del controllo del territorio nelle aree più sensibili del capoluogo e dell’hinterland, anche in relazione alle rispettive funzioni e competenze normativamente ad esse attribuite, che consente di rafforzare la presenza capillare e la percezione di sicurezza contro i fenomeni che più destano allarme sociale nei cittadini.

E in questo sinergico dispositivo, alla Guardia di Finanza, proprio per le sue peculiarità, è demandato il ruolo centrale di tutela della sicurezza pubblica nella sua dimensione economico-finanziaria, ivi compresa l’attività di contrasto della filiera del falso.

Le Fiamme Gialle ricordano infine che ogni cittadino può contribuire alla lotta contro la contraffazione segnalando attività sospette al numero 117: un gesto che significa difendere la legalità, sostenere chi produce nel rispetto delle regole e proteggere la collettività.

Si precisa che i relativi procedimenti penali vertono ancora nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo all’esito di sentenza irrevocabile di condanna.

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