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Estorsioni e truffe: Operazione nella Capitale, 5 arresti

 


Comando Provinciale di Roma - Roma, 28/04/2026 09:25

Su delega dei magistrati della Procura della Repubblica di Roma – dipartimento “Criminalità diffusa e grave”, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Trastevere hanno dato esecuzione, a Napoli e Casoria, a un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale Ordinario di Roma, su richiesta della Procura della Repubblica di Roma, nei confronti di 5 uomini originari della provincia di Napoli, di età compresa tra i 29 e 73 anni - di cui uno localizzato nel carcere di Nizza, in Francia, nei cui confronti è stato emesso un mandato di arresto europeo - gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere ed estorsione aggravata in danno di anziani, commessi nel periodo compreso tra ottobre 2023 e marzo 2024, nelle città di Roma e Livorno.
Le indagini dei Carabinieri, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, avviate nel mese di ottobre 2023 (a seguito della denuncia di una delle vittime) e concluse nel mese di marzo 2024, svolte attraverso l’acquisizione dei dati di traffico telefonico e telematico, l’acquisizione ed analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza (in prossimità delle abitazioni delle vittime che degli istituti di credito ove venivano effettuati i prelievi), l’attività d’intercettazione, hanno consentito di raccogliere gravi elementi indiziari relativi all’esistenza di un’associazione per delinquere, con riferimento a dodici persone, finalizzata alla commissione di estorsioni e truffe in danno di anziani, in totale, tredici episodi, ricostruendone il coinvolgimento e il relativo ruolo (promotori, telefonisti, contabili, emissari). Nei confronti delle restanti sette persone, verranno notificati gli inviti a rendere interrogatorio preventivo, per i reati di associazione per delinquere e truffa aggravata.
In particolare, attraverso un collaudato modus operandi, gli indagati, contattate le vittime sulle utenze fisse, da un c.d. centralino individuato nel seminterrato dell’abitazione di uno degli indagati nella città di Casoria, utilizzando vari espedienti, tra cui quello del “finto nipote in difficoltà economiche per pagamenti insoluti o a seguito di incidente stradale”, del “finto rappresentante delle forze dell’ordine”, carpivano la fiducia e disponibilità delle vittime, tutte persone ultrasessantacinquenni, spesso con patologie e in condizioni fisiche che ne limitavano la capacità di reagire e respingere le richieste dei truffatori, e si introducevano in casa, facendosi consegnare denaro e gioielli. 
Il provento dei reati, poi consegnato ai promotori dell’associazione al ritorno nella provincia di Napoli, veniva suddiviso tra i partecipi, quale compenso per l’attività illecita prestata. 
Il valore della refurtiva – perlopiù gioielli di famiglia, fedi nuziali e denaro – è di circa 100.000 euro.
Si precisa che, considerato lo stato del procedimento, indagini preliminari, gli indagati devono intendersi innocenti fino ad eventuale accertamento di colpevolezza con sentenza definitiva.
 

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