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Truffa del "Finto Maresciallo": un arresto nel Reggino

 


Comando Provinciale di Reggio Calabrioa - Varapodio (RC), 28/04/2026 08:18

Prosegue senza sosta l’azione dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto alle truffe ai danni delle fasce più vulnerabili della popolazione, una delle priorità operative a livello nazionale. A Varapodio, nel reggino, i militari della locale Stazione hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un soggetto gravemente indiziato del reato di truffa aggravata, con il supporto dei Carabinieri della Compagnia di Marano di Napoli, territorio in cui l’uomo è stato rintracciato. L’indagine trae origine dalla denuncia presentata da un cittadino del posto, vittima di un raggiro particolarmente insidioso, che gli ha causato un danno economico di diverse migliaia di euro. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il piano criminoso si sarebbe sviluppato attraverso un collaudato schema di inganno: la vittima è stata contattata telefonicamente da un sedicente appartenente alle Forze dell’Ordine, il quale, con abili artifici e raggiri, ha prospettato il coinvolgimento dell’autovettura del padre anziano in una presunta rapina. Per rendere credibile la messinscena, il truffatore ha annunciato l’imminente arrivo presso l’abitazione di “Carabinieri in borghese” incaricati di verificare la provenienza di denaro e gioielli custoditi in casa. Poco dopo, un uomo si è effettivamente presentato al domicilio, riuscendo a conquistare la fiducia dell’anziano e convincendolo a consegnare contanti e preziosi all’interno di una busta, con la scusa di una verifica tecnica. Ottenuto quanto richiesto, il malvivente si è rapidamente allontanato, salendo a bordo di un’auto condotta da un complice. La meticolosa attività investigativa condotta dai Carabinieri della Stazione di Varapodio, supportata da riscontri tecnici e da un attento controllo del territorio, ha consentito di identificare il presunto autore del reato. L’uomo, individuato nell’area di Marano di Napoli, è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. L’operazione conferma la costante attenzione dell’Arma nei confronti di un fenomeno criminale particolarmente odioso, che sfrutta indebitamente il prestigio delle Istituzioni per indurre le vittime in errore, colpendole nei loro affetti più cari e nei loro beni. Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, in base al principio di non colpevolezza, la responsabilità dell’indagato potrà essere definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile di condanna.

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