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Droga e telefonini in carcere, 11 arresti a Taranto

 


Eseguite 11 ordinanze di custodia cautelari dai poliziotti della Squadra mobile di Taranto, in collaborazione con gli agenti della Penitenziaria, nei confronti di altrettante persone accusate di aver introdotto telefonini e droga all’interno del carcere di Taranto.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Taranto, sono iniziate nel 2024 quando è venuto alla luce un diffuso traffico di hashish e cocaina destinati ai detenuti della Casa circondariale.

È emerso quindi che la droga veniva introdotta e venduta, ad un prezzo molto più alto dell’esterno, da tre detenuti del braccio di “media sicurezza”.

Per far arrivare la sostanza stupefacente i tre si sono avvalsi della collaborazione di parenti, amici e abili dronisti che facevano arrivare la droga, insieme a smartphone e microtelefonini, direttamente alla finestre esterne delle celle.

Inoltre, gli indagati, avrebbero corrotto un agente della Penitenziaria che si sarebbe reso disponibile a soddisfare le esigenze del gruppo fino a quando è stato arrestato dopo che all’interno della sua auto, parcheggiata nel carcere, sono stati trovati circa 900 grammi di hashish, una decina di grammi di cocaina, oltre a numerosi smartphones e schede telefoniche.

Il pagamento della sostanza stupefacente e dei telefonini da parte dei detenuti acquirenti, avveniva attraverso bonifici o ricariche su schede prepagate e la consegna di numerosi pacchetti di sigarette che sarebbero state poi vendute a tabaccai compiacenti del capoluogo jonico.

Nel corso delle indagini, i poliziotti della Squadra mobile hanno arrestato una coppia di Grottaglie (Ta) trovati in possesso di circa 1 chilo di hashish, una trentina di telefoni cellulari, numerose schede telefoniche e di un drone di grosse dimensioni.

Arrestati anche due dronisti nelle campagne confinanti la recinzione esterna della Casa circondariale, trovati in possesso di hashish, cocaina e telefoni cellulari con caricabatterie.

Delle 11 persone coinvolte nell’operazione odierna, cinque sono state destinatarie della misura della custodia cautelare in carcere (dei quali due già detenute per altra causa), cinque agli arresti domiciliari ed una della misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

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